Autostrade, Concluso il Cda. Finalizzata la proposta da inviare al governo

Una proposta convincente, che possa essere sottoposta al governo per evitare la revoca della concessione. E’ quanto si propone il consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia. A breve sarà a disposizione del ministero delle Infrastrutture e Trasporti



11 Lug. – E’ terminato il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia. Secondo quanto si apprende, il Cda ha approvato una nuova proposta finalizzata a una positiva definizione della procedura di contestazione. La proposta è in corso di invio alle istituzioni governative competenti. 




Pronta la proposta di autostrade, a breve arriverà sul tavolo del governo

Dopo ore frenetiche di lavoro al quartier generale di Autostrade per l’Italia a Roma, l’ad Roberto Tomasi  e il Cda hanno messo a punto una proposta convincente da sottoporre al governo per evitare la revoca della concessione.

A breve l’offerta dovrebbe arrivare sul tavolo della ministra delle Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli, che entro domani la esaminerà con i tecnici del ministero e lunedì la porterà a Palazzo Chigi dal premier Giuseppe Conte che nei giorni scorsi aveva detto di attedersi “una proposta vantaggiosa” per lo Stato.




Ora la decisione spetta al Consiglio dei Ministri. Chiesto passo indietro ai Benetton

Martedì il consiglio dei ministri dovrebbe sciogliere il nodo sul destino di una bella fetta della rete autostradale italiana. Le questioni sono due. La prima, più propriamente tecnica, riguarda la concessione in sé (sistema tariffario, manutenzione e investimenti).

La seconda invece è di governance, ossia quale dovrà essere la nuova struttura societaria di Autostrade per l’Italia. Sul primo punto il governo vuole un taglio delle tariffe pari almeno al 5%, maggiori controlli sulla rete, un’accelerazione sugli investimenti. Il tutto per una cifra pari a circa 3,4 miliardi (a inizio giugno Aspi aveva offerto 2,8 miliardi) da aggiungere ai 7,5 miliardi di investimenti del piano presentato da Tomasi a gennaio. 

C’è poi la questione della governance. Il governo chiede ai Benetton di fare un passo indietro sul controllo della società (oggi Atlantia ha l’88% di Autostrade). Sembra che la holding sia disposta a scendere sotto il 50% (si parla del 30%) non più attraverso una cessione tout court, ma con un aumento di capitale pari a circa 3 miliardi di euro per fare entrare nell’azionariato delle “nuove” Autostrade, Cdp, F2i, Poste Vita e alcune casse previdenziali.