Obbligo vaccinale per sanitari e farmacisti

Il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, introduce il vincolo vaccinale per sanitari e farmacisti. Entrerà in vigore dopo Pasqua. 

Il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri disciplina le regole che si applicheranno dopo Pasqua e introdurrà il vincolo vaccinale per tutti gli operatori sanitari. Dunque, medici, infermieri, lavoratori di strutture assistenziali e anche delle farmacie e parafarmacie sono obbligati a effettuare il vaccino gratuito per la prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2. Il rifiuto, da parte del lavoratore, comporterà, la sospensione, senza retribuzione, dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni a rischio di diffusione del contagio da Covid-19. Una chiara e forte misura volta a “tutelare la salute pubblica”. La vaccinazione potrà essere omessa o differita solo in casi specifici. Infatti, qualora ci sia un accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, il lavoratore potrà sottrarsi da tale obbligo. Al contrario, nessun vincolo è previsto per il personale scolastico. Sia per quanto riguarda i docenti, sia per quanto riguarda il personale tecnico-amministrativo.

Il nuovo decreto Covid

Il nuovo decreto Covid disciplina le norme che saranno in vigore dal 7 al 30 aprile 2021. Il testo in questione, è composto da 12 articoli, che prevedono “adeguate e immediate misure di prevenzione e contrasto all’aggravamento dell’emergenza epidemiologica”. Stando a quanto riportato nel testo, fino alla fine del mese, tutta l’Italia sarà rossa o arancione. Riprenderà l’attività scolastica in presenza sull’intero territorio nazionale fino alla prima media e ci sarà l’obbligo vaccinale per tutti gli operatori sanitari. Inoltre, restano ancora chiusi bar, ristoranti (solo asporto fino alle 18 e consegna a domicilio fino alle 22),teatri, palestre, cinema e piscine.

Vietati gli spostamenti in tutto il Paese e, in zona rossa, niente visite ad amici e parenti. Mentre, in arancione, si può andare dai propri affetti una sola volta al giorno e massimo in due persone. Il decreto prevede anche misure volte alla semplificazione e la maggiore celerità delle procedure concorsuali. Dunque, misure molto restrittive ancora per un mese. Si è voluto mettere al primo posto la salute tenendo conto anche di quanto sottolineato dal Comitato Tecnico Scientifico. Quest’ultimo ha più volte ribadito che le misure previste in zona gialla, hanno dimostrato “una capacità di contenere l’aumento dell’incidenza ma non la capacità di ridurla”.

Obbligo di vaccinazione per sanitari e farmacisti

Dunque, con questo nuovo decreto, ci sarà l’obbligo vaccinale non solo per il personale medico, ma anche per infermieri, operatori delle Rsa e lavoratori delle farmacie. Entro 5 dall’entrata in vigore, ciascun ordine professionale territorialmente competente, dovrà trasmettere l’elenco degli iscritti alla Regione o alla provincia autonoma in cui ha sede. Vi è lo stesso obbligo anche per i datori di lavoro di strutture sanitarie, sociosanitarie, socio-assistenziali pubbliche o private, farmacie, parafarmacie e studi professionali. Questi ultimi dovranno, invece, trasmettere l’elenco dei propri dipendenti indicando, sempre, la Regione o provincia autonoma di residenza. Entro 10 giorni dalla data di ricezione degli elenchi, le Regioni (o province autonome) dovranno verificare lo “stato vaccinale” di tutti gli operatori presenti nei registri. I soggetti che non risultano vaccinati, verranno segnalati all’azienda sanitaria locale di residenza.

Quest’ultima, successivamente, invierà loro la richiesta di attestazione di vaccino o la documentazione che esonera il lavoratore da tale vincolo. Qualora non ci fossero impedimenti, l’azienda dovrà invitare gli operatori non vaccinati ad adempiere all’obbligo entro 5 giorni. Se, trascorso questo tempo, si accerta l’inosservanza, verrà inviata una comunicazione all’interessato, al datore di lavoro e all’Ordine professionale di appartenenza e ci saranno seri provvedimenti per il soggetto.

Le conseguenze previste

Una volta accertata l’inadempienza, è prevista la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni a rischio di diffusione del contagio da Covid-19. Il datore di lavoro potrà assegnare, al soggetto in questione, mansioni diverse, anche inferiori, da quelle indicate. Chiaramente, il trattamento corrisponderà alle prestazioni esercitate che non devono, quindi, implicare contatti interpersonali e favorire il rischio di diffusione di contagio da Sars-Cov-2. Qualora tale assegnazione non fosse possibile, si procederà alla sospensione dell’operatore che si è sottratto al vincolo vaccinale. In questo caso, non è prevista alcuna retribuzione o altro compenso. Tale interruzione rimarrà efficace fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o fino al completamento della campagna di vaccinazione nazionale. In ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2021.

 

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