Alitalia, Commissario Leogrande vede i sindacati. Rischi per gli stipendi

Criticità per la difficile tenuta finanziaria della compagnia aerea



13 Gen. – Il commissario straordinario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, ha convocato urgentemente nella serata di ieri i sindacati. Lo si apprende da fonti dell’organizzazioni, che spiegano come il commissario abbia illustrato la criticità del momento caratterizzata dalla difficile tenuta finanziaria dell’azienda. Già a Dicembre c’erano stati ritardi nell’erogazione degli stipendi e la situazione, a detta di Leogrande, si ripresenterà, se non cambiano le condizioni economiche e di mercato, anche nei prossimi mesi.



La situazione economica a Dicembre e le proteste dei sindacati

Partiamo da Dicembre e dalla situazione che la compagnia aerea stava vivendo in quel momento. La nuova Alitalia – ITA prendeva forma, con un lancio previsto per l’Aprile del 2021. Il nuovo piano prevedeva però un organico decisamente ridotto, con un parco dipendenti più che dimezzato, ovvero 5.200 a dispetto degli allora 10.500. Taglio dettato dalla situazione economica del Paese dovuta all’emergenza Covid, che però ha scatenato le proteste dei sindacati, pronti a definire “inaccettabile e riduttivo” lo scenario delineato dalla Nuova Alitalia. Numeri che sembrano raccontare di una realtà molto contenuta, e non del vettore rappresentativo del Belpaese e dell’enorme suo potenziale turistico.

Il tutto si potrebbe giustificare con dei dati che parlano chiaro. Nel nostro Paese ci sono 38 scali commerciali che nel 2019 hanno avuto un traffico di 160 milioni di passeggeri, per una produttività media di 4,2 milioni di passeggeri/anno. Il confronto con gli altri Paesi è impietoso. In Germania ci sono 23 scali per 227 milioni di passeggeri, con una media di 9,8 milioni di passeggeri/anno per ogni scalo, mentre in Francia gli scali sono 21 e i passeggeri trasportati 165 milioni, con una media di 7,8 milioni di passeggeri/anno a scalo. Se già prima del Covid era impossibile tenere in piedi 38 scali, dopo questa crisi lo sarà ancora di più. Lo stesso varrà anche per Alitalia – ITA.

Ma lo scenario sarebbe pronto a variare con la crescita degli aerei per il prossimo quinquennio (2021 – 2026) e le nuove tratte da introdurre. Per i vertici della newco, guidati dall’ad Fabio Lazzerini, i piani sul lungo termine nelle loro volontà espansive. “Gli obiettivi Ita al 2025 prevedono 3,4 miliardi di ricavi, 93 rotte, un ebit del 7%, 80 aerei di nuova generazione e 9.500 dipendenti”. Piano però inaccettabile per i sindacati, che lo hanno definito “eccessivamente riduttivo rispetto alle aspettative e all’impostazione che diversi esponenti del governo hanno ripetutamente sostenuto e garantito nel recente passato”, dichiarano.



Leogrande: “Momento critico e difficile tenuta finanziaria dell’azienda”

Il tutto ci riporta alla riunione convocata ieri sera dal commissario straordinario di Alitalia Giuseppe Leogrande. Secondo fonti sindacali, oltre ad illustrare la “criticità del momento”, avrebbe fatto presente anche che l’instabilità del quadro politico ed un’eventuale crisi di governo potrebbero non dare certezze sulle tempistiche della nascita della nuova Ita, con aggravio sull’amministrazione straordinaria. In questa situazione, secondo il commissario, vanno messe in campo tutte le azioni disponibili per preservare quanto più a lungo possibile le risorse economiche per poter garantire la continuità aziendale fino al decollo della newco.

Tra queste azioni rientrano la seconda tranche, di 77 milioni di euro, a completamento delle previsioni del DL rilancio, ad oggi – secondo quanto riferito dal commissario – ancora non ricevuta, e in un’accelerazione delle tempistiche di startup della newco. A questo vanno aggiunte, secondo l’amministrazione straordinaria, azioni di ottimizzazione dell’applicazione della cigs a rotazione sul personale navigante, tarata sulla scarsa attività prevista nei prossimi mesi. Su questo punto specifico, secondo quanto si apprende, i sindacati hanno chiesto un ulteriore confronto.