Decreto Sostegno, iniezione di fiducia per il sistema Paese

Prosegue senza sosta il lavoro del Governo Draghi sul decreto sostegno. Un’iniezione di fiducia molto attesa dagli italiani e dal sistema produttivo alle prese con le varianti del virus e con una risalita dei contagi che assomiglia sempre più ad una terza ondata della pandemia.

Mega decreto sostegno

Secondo l’Adnkronos, il Presidente Draghi vorrebbe arrivare al varo del corposo e articolato decreto entro la metà di marzo. Un provvedimento, quello a cui stanno lavorando i ministri che dovrebbe andare da una completa rimodulazione delle scadenze fiscali ed arrivare ad una particolareggiata definizione dei sostegni alle imprese in crisi a causa della pandemia. Il tutto partendo dallo scostamento di 32miliardi di euro già approvato dal parlamento.

Rimborsi

Il decreto introdurrà una nuova tranche di ristori per le attività colpite, ma la platea questa volta non verrebbe definita dai codici Ateco ma sulla base del calo del fatturato nel 2020 rispetto al 2019 pari ad almeno il 33% delle perdite.

Sono allo studio delle ipotesi di aiuti selettivi che dovrebbero prevedere per professionisti e piccole imprese una sorta ‘corsia preferenziale’ con un forfait a fondo perduto; per le attività più grandi un risarcimento tarata su fatturato e numero di dipendenti.

Sci e turismo montano

Nello schema di aiuti si lavora ad una formula per sostenere il comparto del turismo invernale, che con i recenti lockdown ha contabilizzato mancati incassi per quasi 10 miliardi di euro.

Congedi

Il decreto dovrebbe inoltre reintrodurre il congedo parentali Covid al 50% della retribuzione per i genitori degli under 14enni che fanno scuola didattica a distanza scaduto il 31 dicembre.

Fisco

Grande è il lavoro in atto sul fronte del fisco. Il cantiere delle proroghe fiscali è in pieno fermento. Su questo fronte è in arrivo la proroga delle scadenze dei versamenti delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio dovuti al primo marzo. Tra le misure fiscali allo studio anche una pulizia del magazzino delle cartelle inesigibili pre-2015: una montagna di crediti pari a circa 400 mld di euro che non può più essere riscossa perché dovuti da soggetti deceduti o falliti. Per snellire la montagna di arretrati dovuti è anche allo studio l’ipotesi di un nuovo saldo e stralcio per le cartelle inferiori a 5mila euro. In bilico invece la possibilità di un nuovo stop alla notifica delle cartelle esattoriali: congelato a più riprese l’invio di oltre 5 milioni di atti di riscossione potrebbe ripartire ma con una dilazione dei tempi nell’arco dei due anni bloccando i termini di prescrizione.

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