Cultura classica, sopprimendola elimineremo il presente

Le Figaro, un quotidiano francese, ha pubblicato un urgente appello per mantenere viva la cultura del mondo greco-latino

Pochi giorni fa, il quotidiano francese Le Figaro, ha pubblicato un appello per difendere l’eredità culturale del mondo greco-latino. Quest’ultimo firmato sia da studiosi francesi che italiani. Entrambi appartenenti agli svariati rami storici, filosofici e letterali: grecisti, latinisti, storici, filosofi, umanisti, ecc.

Perché ricorrere a un appello?

Il motivo di ciò è stato individuato sull’altra sponda dell’oceano Atlantico, sulla costa ovest degli Stati Uniti, in California. Lì, si trova la prestigiosa università di Stanford da cui è partito una sorta di “movimento” che in pochissimo tempo ha coinvolto altre università americane. Questo movimento sta fortemente criticando l’attualità e la necessità degli studi classici nella società contemporanea.

Da cosa si deve salvaguardare il mondo greco-latino?

L’accusa principale è che tali studi stiano veicolando una sorta di visione parziale sui fatti umani, imponendo in maniera alquanto discutibile un “suprematismo bianco di ispirazione neocoloniale”. Quest’ultima citazione è stata dichiarata da Raphaël Doan, uno storico francese e normalista. Egli espone sempre pubblicamente questa sua idea di una sorta di “crociata contro l’antichità classica”. In parole povere quindi gli studi classici sono criticati perché veicolerebbero una visione della storia scritta e diffusa dai bianchi oppressori, suprematisti nonché razzisti.

Da tutto ciò si nota anche un ritorno alla Cancel culture. Presente già da anni nel dibattito pubblico anche con movimenti e manifestazioni di piazza che hanno portato allo sfregio o all’abbattimento di monumenti di personaggi noti del passato che furono accusati di comportamenti e azioni razziste.

Europa, professori e studiosi si schierano in difesa della loro cultura

La critica americana riguarda anche gli insegnamenti delle materie classiche. Immediatamente l’Europa è insorta a difesa della sua cultura. Professori e studiosi schierati contro il movimento statunitense, rivendicando le loro origini greco-latine.

Citano Achille ed Ettore, ammettendo la loro crudeltà ma anche le loro caratteristiche di umanità. Ricordano l’ostinazione di Cicerone nel richiamare gli imperatori romani al rispetto di tutte le genti. In generale, non giustificano gli autori greci e latini, ma sottolineano però che una cancellazione di Atene e Roma dalla storia significherebbe mettere al bando la Ragione (il logos greco) e dimenticare la Legge (i Codici giuridici romani).

Dicono insomma che l’umanesimo caratterizzi il nostro humus, sia in quanto europei che in quanto statunitensi. Inevitabilmente, data l’evoluzione della storia, entrambi i popoli si formati su concetti e valori che vengono dal mondo greco e latino. Professori e studiosi europei ribattono ancora chiedendosi e chiedendo agli americani come fosse possibile che i valori di questi mondi passati, che sicuramente fin lì sono arrivati, improvvisamente abbiano avuto questa diversa lettura.

Concludono dando come unica risposta la parola “studio”. Esso rappresenta sempre l’unico modo per sapere la verità e togliersi ogni dubbio. Anche le culture verso le quali si istaurano pensieri diversi devono essere analizzate, studiate e contestualizzate nel periodo storico appartenente loro. Conoscere meglio quel passato è l’unico modo per avere una maggiore consapevolezza della storia.

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