Il primo Green Bond italiano è in arrivo. Ecco cosa c’è da sapere

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha affidato a : Bnp Paribas, Credit Agricole e Intesa Sanpaolo il mandato per il collocamento sindacato del primo titolo di Stato Green, con l’obiettivo di finanziare le spese del governo italiano.

Il debutto italiano nel mercato dei Green Bond era atteso da mesi. Ora  l’Italia si aggiunge agli altri Stati europei che hanno emesso obbligazioni verdi, tra cui : Germania, Francia e Paesi Bassi.

“BTP Green”

Il primo Green Bond italiano finanziera’ 35 miliardi di euro con i trasporti a cui è riservata la parte più importante. ” È bene precisare che non ci sarà un BTP Green da 35 miliardi” ha sottolineato il capo della direzione del debito pubblico al Ministero dell’Economia, Davide Iacovoni, nella conferenza stampa di presentazione.

Noi del Mef abbiamo individuato le spese che potranno essere coperte da questa emissione e che rientrano in 7 dei 17 obiettivi dell’agenda 2030 dell’ONU” ha aggiunto.

Il Btp Green è riservato a investitori istituzionali e quotato su MTS e Mot. Andrà a finanziare spese individuate per 35 miliardi di euro.  È destinata ai trasporti la fetta più importante.

 

Domande che superano i 75 miliardi di euro e rendimento di 1.5%

I 35 miliardi rappresenterebbero il “limite massimo teorico”, successivamente verrà deciso il peso dell’emissione.

Il Green Bond rifinanziara’  spese effettuate nel periodo 2018-2020 e poi quelle del 2021.

Con il BTP Green il nostro obiettivo tuttavia non è quello di ridurre il costo del debito, è uno strumento di diversificazione ”  ha precisato Iacovone.

Avrà scadenza al 30 aprile 2045 e rendimenti intorno all’ 1,45 % è destinato ad investitori istituzionali con particolare attenzione a coloro i quali non detengono titoli di debito pubblico. Inoltre perseguiranno una serie di obiettivi ambientali già tracciati dall’Onu e conformi alla tassonomia Europea. I principali riguardano: l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dell’inquinamento, la protezione degli ecosistemi e la transizione verso un’economia circolare.

Tra le  categorie escluse dal Green Bond ci sono:  la fissione nucleare, le attività legate a cambi fossili e quelle minerarie, la produzione dei derivati del tabacco, bevande alcoliche, armi, giochi d’azzardo  e gli impianti di energia.

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