Trovata morta la nipote di Bob Kennedy

Roma, 2 agosto – La nipote di Robert F. Kennedy, la 22enne Saoirse Roisin Hill, è stata trovata morta nella residenza della famiglia a Cape Code. La causa del decesso potrebbe essere un’overdose. La giovane era già in arresto cardiaco quando sono arrivati i soccorsi.

La ragazza era la figlia di Courtney Kennedy Hill, la quinta degli undici figli avuti dal senatore Bob Kennedy e dalla moglie Ethel. “I nostri cuori sono distrutti dalla perdita dell’amata Saoirse – hanno detto i familiari – ha illuminato le nostre vite con il suo amore, le sue risate e il suo spirito generoso, come dimostrano l’impegno per i diritti umani e delle donne, e il lavoro con le comunità indigene per la costruzione di alcune scuole in Messico”. “Oggi il mondo è meno bello”, ha aggiunto nonna Ethel.

 

La depressione

 

In un articolo del 2016 scritto sul Deerfield Scroll, il giornale studentesco della Deerfield Academy, la ragazza aveva raccontato di soffrire di attacchi di depressione: «Anche se ero una bambina felice, ho sofferto e questo disturbo era simile a un masso. Questi attacchi andavano e venivano, ma non mi hanno influenzato fino a quando non sono diventata una studentessa a Deerfield. Ho iniziato a isolarmi nella mia stanza, allontanandomi dalle mie relazioni. Due settimane prima dell’inizio dell’ultimo anno, la depressione è tornata ed è rimasta…», si legge su Fox News. 

La giovane confessava, poi, di essersi allontanata dalla scuola per curare il disturbo: «Non mi importava che gli studenti pensassero che fossi andata via a causa di un disturbo alimentare o che fossi stata vittima di bullismo, ma mi preoccupava il fatto che i miei insegnanti e consulenti non sapessero cosa stavo vivendo. Anche se è stato utile parlare con le persone importanti della mia vita, è stato comunque difficile».

Concludeva invitando tutti a parlare del proprio disagio: «Sono molte persone che soffrono, ma poiché si sentono a disagio a parlarne, in pochi se ne rendono conto e questo lascia le persone malate ancora più sole. Stiamo tutti lottando o conosciamo qualcuno che sta combattendo una malattia. Uniamoci per rendere la nostra comunità più inclusiva».