Gli italiani sono tra i clienti più esigenti d’Europa, disposti anche a pagare di più per il 5G, secondo il rapporto “5G Consumer Potential” curato dall’Ericsson ConsumerLab.

Ad un aumento di prezzo ovviamente però ci si aspetta che corrisponda un impatto entro il 2020 delle nuove reti e gli italiani sarebbero disposti anche a cambiare operatore.

In realtà non ci si spiega perché tutta questa enfasi nei confronti del 5G, probabilmente si tratta di un hype, ovvero di aspettative eccessive, dato che la banda larga attuale non è al passo dei vertici europei e mondiali. Aspettativa non infondata del tutto dato che secondo il CTIA l’Italia risulta ben posizionata nella corsa globale al 5G: quinta a pari merito con la Gran Bretagna, preceduta solo dagli Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e Giappone.

Ben il 40% degli intervistati sarebbe disposto a cambiare operatore subito se entro al massimo sei mesi il proprio non lancerà servizi 5G. Inoltre 4 italiani su dieci non sono soddisfatti del loro attuale fornitore di rete fissa e chi è interessato a cambiarlo vede nel 5g l’occasione giusta per farlo.

Ovviamente chi arriva prima si conquista una fetta di mercato non indifferente, ma allo stesso tempo fare ciò richiede investimenti notevoli. Ci potrebbero volere anni per smaltire i costi sostenuti per infrastrutture e frequenze. Infatti l’impatto sul fatturato del 5G non sarà immediato e lo sarà anche meno se gli utenti non dovessero mostrarsi propensi a pagare un servizio più costoso.

Il rapporto di Ericsson però registra che il 69% degli italiani è ben disposto a pagare di più per servizi innovativi e più veloci delle reti di nuova generazione. Oltre alla capacità di caricare, vedere e scaricare più velocemente, un italiano su tre è disposto ad investire di più anche per quanto riguarda una maggiore sicurezza quando si è online. La sicurezza in questo senso diventa quindi un vantaggio competitivo.

Dal 5G ci si aspetta anche una trasformazione dello smartphone a livello più ampio. Infatti il 60% vorrebbe un aumento della durata della batteria e il 31% una maggiore disponibilità di memoria. Per tre utenti su dieci gli smartphone avranno schermi pieghevoli con proiezioni olografiche e dotati di fotocamere a 360°.