È deceduto Gianni Mura, storica firma di “Repubblica”

Giornalista e scrittore, dal 1976 “storica penna” del quotidiano Repubblica. Mura è deceduto a seguito di un attacco cardiaco improvviso

 

Senigallia 21 mar.- Lutto nel mondo del giornalismo e della cultura. Si è spento stamane, all’età di 74 anni all’Ospedale di Senigallia (Ancona), Gianni Mura, scrittore e noto giornalista di “Repubblica” dal 1976. Nato a Milano nel 1945, ha scritto molto sullo sport e sull’Italia degli ultimi decenni, dal calcio al ciclismo. La causa della morte va ricondotta ad un improvviso attacco cardiaco. Tra i tanti volumi di Mura, figura il suo primo romanzo, pubblicato nel 2007, dal titolo “Giallo su giallo”, vincitore del Premio Grinzane. L’intellettuale è stato tra i più grandi raccontatori del Tour de France.

Mura gestiva autonomamente una sua rubrica domenicale “Sette giorni di cattivi pensieri” che è stata un appuntamento per tutti i lettori, come anche “L’intervista al campionato” e “I 100 nomi dell’anno di Mura”.

L’ultima telefonata del giornalista, in redazione, risale a ieri sera. Con una voce sofferente ha dichiarato: “Sono Gianni, volevo avvisarvi che domani non scriverò la mia rubrica. Qui in ospedale non mi hanno portato il pc e neanche i giornali. Scusatemi”.

Il suo ultimo pensiero è andato al giornale, ai lettori, ai suoi colleghi da avvertire in anticipo, per non metterli in difficoltà il giorno seguente. Gianni Mura, “storica penna di Repubblica” e grande firma del giornalismo sportivo mondiale, ha lasciato la moglie Paola.

 

Gianni Mura da giovane

Gianni raccontava di aver iniziato il mestiere del giornalista per caso, quando era studente del liceo classico. Ad incoraggiarlo fu la sua compagna di banco con l’esclamazione: “Lo sai che alla Gazzetta cercano giovani?”. Era il più bravo della classe in italiano e così approdò alla Rosea. Il primo articolo, dopo la gavetta, venne scartato. Doveva scrivere un paio di cartelle d’intervista a Germano, brasiliano del Milan, ala sinistra. Ci mise tutto il suo impegno nell’elaborare il testo alternando tedesco e dialetto.

Il direttore Gualtiero Zanetti non gradì affatto l’articolo e si arrabbiò aggiungendo: “Ricordati che con il tuo pezzo il muratore della Bovisa ci si fa un cappello di carta”.

Gianni era un professionista nel mondo dell’informazione che amava i giochi di parole, le sigarette e la buona educazione. L’ambiente di Mura era la sua casa milanese alla Stazione Centrale, i suoi libri, le sigarette e alcuni locali selezionati di cui era gelosissimo. Nel cuore dell’intellettuale c’era Ischia, il suo “buen retiro” che dà il titolo anche ad uno dei suoi libri, con le avventure dell’ispettore René Magritte comparso già nel romanzo “Giallo su giallo”.

Su idea di Mario Sconcerti, capo dello sport nei primi anni ’80 ed ora editorialista del “Corriere della Sera”, Mura cominciò la rubrica domenicale “Sette giorni di cattivi pensieri”, la sezione più longeva del giornalismo, per poco non arrivata al suo quarantesimo anno. Inoltre, con la moglie Paola gestivano una rubrica enogastronomica “Mangia & Bevi” nella quale il giornalista sosteneva che la sua coniuge fosse l’esperta di vini. “La grande penna” lascia, nel mondo del giornalismo, un vuoto incolmabile.