Il traffico economico dei droni in Italia ammonta a 100 milioni di euro

In 4 anni, dal 2016, oltre 13 milioni di velivoli registrati all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC).

 

12 feb.- Il mercato italiano dei droni va a gonfie vele. Le aziende produttrici di questa moderna tecnologia “dei cieli” hanno fatturato 100 milioni di euro nel 2018. Tra produttori di beni e fornitori di servizi, le imprese sono circa 700, meno dell’1% del settore industriale del Paese. Di queste, il 55% si trova nel Nord Italia e il 77% ha meno di dieci dipendenti. Questi sono i dati e la situazione statistica riportata da una ricerca dell’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano.

Dal gennaio 2016 a fine dicembre 2019 si sono registrati sulla piattaforma dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) 13.479 droni, con un incremento medio annuo pari al 13%. “L’esplosione” delle registrazioni si è avuta nel 2018, con oltre 4.200 tra dichiarazioni e autorizzazioni. Il 2019 ha riportato un lieve calo nel settore con circa 3.900 iscrizioni.

La maggior parte dei tesseramenti riguarda velivoli con un peso inferiore a 1 Kg (43%) e tra 1 e 5 Kg (48%). Solo il 6% interessa droni con peso compreso nel “range” 5-10 Kg e il restante 3% si riferisce a quelli di massa superiore a 10 Kg.

Il 56% di questi aeromobili a pilotaggio remoto appartiene a 5 costruttori e sviluppatori; DJI con il 47% delle registrazioni totali, Parrot (3%), Yuneec (2,5%), DXdrone (2%) e Italdron (1,5%).

La ricerca ha studiato anche gli utilizzi di questi moderni apparecchi, censendo 258 progetti di applicazione impresaria a livello mondiale. Ci si affida ad un drone per le consegne a domicilio, per le ispezioni in ambito industriale, per il soccorso e il trasporto di persone.

Solo il 19% è in fase operativa, mentre il 50% sono solo sperimentazioni, il 12% annunci, il 19% utilizzati raramente per risolvere necessità e casi puntuali. Queste le percentuali di attivazione dei progetti di questi droni; 48% in Europa, 36% in America. In Asia la percentuale cala con il 9%, in Africa il 4% e in Oceania il 3%.

Un drone civile per il trasporto a domicilio

Un po’ di storia. Un drone è un velivolo caratterizzato dall’assenza del pilota a bordo. Grandi vantaggi soprattutto quando viene applicato in contesti bellici, in quanto risparmia notevoli vite umane ed è uno strumento versatile che può condurre attacchi “all’oscuro”. Il suo volo è controllato dal computer a bordo del mezzo aereo oppure tramite il controllo remoto di un navigatore o pilota, sul terreno o in altre posizioni strategiche.

Il loro utilizzo è oramai consolidato in ambito militare. Sta crescendo l’applicazione anche in ambito civile, ad esempio nelle operazioni di prevenzione e intervento durante un incendio, nel sorvegliare gli oleodotti con finalità di telerilevamento e ricerca e in tutte le “missioni noiose, sporche e pericolose” (dull, dirty and dangerous). Un altro vantaggio sta nella riduzione dei costi di produzione e di mantenimento rispetto ad un velivolo con pilota ed equipaggio a bordo. Il drone però deve rispettare le medesime normative e procedure dei normali aeromobili.

 

Un aeromobile a pilotaggio remoto dell’Aeronautica Militare Italiana

Il primo tentativo di costruire ed utilizzare un aeromobile senza pilota si può far risalire al 1849, a Venezia, quando gli austriaci attaccarono la città utilizzando dei palloncini carichi di esplosivo. Alcuni di questi sistemi vennero lanciati dalla nave austriaca “Vulcano”.  I successivi prototipi furono impiegati negli anni della Prima Guerra Mondiale. Ne è un esempio “l’Aerial Target” nel 1916, il quale veniva controllato mediante tecniche di radio controllo. Il 12 settembre dello stesso anno, il velivolo automatico Hewitt- Sperry, anche noto come “bomba volante” compì il suo primo volo, consolidando il concetto di aeromobile senza pilota a bordo.

La tecnologia entrò a regime negli anni della Guerra Fredda e del Vietnam in cui si costruirono apparecchi sempre più piccoli e con caratteristiche tali da essere impiegati in scenari particolari ed insoliti. In quegli anni, lo sviluppo tecnologico raggiunse un elevato livello qualitativo.