Politano-Spinazzola, voli andata e ritorno

Roma, 25 gennaio – Il calciomercato è imprevedibile. La Roma non è nuova a situazioni paradossali per quanto riguarda i trasferimenti: nell’estate del 2018 venne annunciato l’arrivo di Malcom dal Bordeaux, ma il calciatore non atterrò mai nella Capitale. Nonostante i giallorossi avessero un principio d’accordo con il club francese, il giocatore decise di scegliere il Barcellona il giorno stesso in cui era atteso a Roma.

 

Dopo l’infortunio di Nicolò Zaniolo, il direttore sportivo Petrachi si è mosso sul mercato alla ricerca di un sostituto sull’ala destra, poi l’idea: uno scambio con l’Inter, dentro Politano, fuori Spinazzola.
Matteo Politano, cresciuto nelle giovanili della Roma, nel 2015 aveva dichiarato “Tornare alla Roma sarebbe un sogno“. Cinque anni dopo, torna nella sua città natale e svolge le visite mediche, è sorridente e fa le foto con i fan, poi si mette in posa con la sciarpa della Roma. Per coronare il suo sogno manca solo la firma sul contratto, legata al trasferimento di Spinazzola all’Inter.
In quel di Milano, Leonardo Spinazzola è pronto a seguire gli stessi passaggi: visite mediche ed idoneità sportiva. Ma le firme non arrivano. L’Inter vuole svolgere dei test fisici supplementari e chiede di modificare la modalità del prestito, da obbligo a diritto di riscatto. I club non trovano l’accordo, la trattativa salta. Politano non riesce a tornare nella squadra del cuore, Spinazzola torna a Roma.

Il calciatore giallorosso una volta tornato nella Capitale ha chiesto a Mister Fonseca di poter giocare a Genova, sentendosi pronto e in forma, ma anche motivato da quanti avessero insinuato che le sue condizioni fisiche non fossero ottimali, motivo per cui il trasferimento non è andato a buon fine.

Genoa-Roma finisce 1-3 e Leonardo Spinazzola è titolare, propizia l’autogol della formazione di casa e viene eletto migliore in campo. Queste le sue parole a fine partita: “Sono tornato con una carica di rabbia perché mi hanno detto che sono rotto, che sono difettoso. Sono chiacchiere. Gioco nella Roma, ho giocato nella Juventus e nell’Atalanta, gioco in Nazionale. Allora tutti i medici sono incompetenti, tutti i direttori, tutti i presidenti, tutte le società sono incompetenti, mi sembra un pochino esagerato. Sto bene, anche oggi ho corso fino alla fine. Ma sono sereno anche di testa, mi ha dato una grossa carica”.

Il volo di ritorno per Roma, alla fine, non è stato poi così male.