Allarme negli aeroporti per la malattia di Wuhan

Roma, 18 gennaio- La Cina ha confermato quattro nuovi casi della malattia che sta interessando la città di Wuhan, un tipo di polmonite virale che finora ha portato alla morte di due persone.

Ad oggi si sono verificati due casi di persone infette all’estero, in Thailandia e in Giappone, entrambe provenienti dalla città cinese. Wuhan ha un aeroporto che ogni giorno prevede viaggi internazionali per circa 3.400 persone. Le autorità aeroportuali di Stati Uniti, Singapore e Hong Kong hanno intensificato i controlli, dispiegando 100 ulteriori addetti per i controlli sul nuovo virus.
La possibile trasmissione della malattia da uomo a uomo, esclusa dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, non è da sottovalutare. L’epidemiologo Neil Ferguson, intervistato dalla BBC, ha dichiarato: “Non c’è bisogno di essere allarmisti ma l’ipotesi dovrebbe essere presa in considerazione seriamente. Sono sostanzialmente più preoccupato di quanto non fossi una settimana fa”.

Le autorità cinesi avevano individuato il focolaio del virus nel mercato di pesce e animali selvatici, chiuso il primo gennaio. La preoccupazione è dovuta al fatto che alcuni pazienti presi in cura non lo hanno mai visitato, portando a due possibili scenari: la malattia è trasmissibile a livello interumano oppure la fonte di animali infetti è più estesa rispetto al singolo mercato.

Secondo il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, il rischio di esportazione in Europa è basso, sebbene ci siano tre aeroporti che hanno voli diretti con la città di Wuhan.