Operazione London Bridge

Roma, 6 dicembre- Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 dicembre, sul web ha iniziato a circolare la voce che la Regina Elisabetta II fosse morta d’infarto. La bufala è stata smentita da un portavoce di Buckingham Palace, Charlie Proctor, che ha dichiarato: “Vedo che abbiamo raggiunto quel periodo dell’anno in cui devo dissipare le voci sulla morte di Sua Maestà. La regina non è morta. È viva, sta bene, e non vede l’ora di ospitare il presidente Trump e altri leader mondiali a Buckingham Palace martedì per l’accoglienza alla NATO“.

La sovrana, 93 anni, regnante da 67, è viva e in ottima salute, come dimostrano le foto che la ritraggono al settantesimo anniversario della nascita della NATO. Ma qual è la procedura da seguire in caso di morte?

Il protocollo si chiama “Operation London Bridge“, dal nome del famoso ponte londinese, quello relativo alla morte della Regina Elisabetta, Regina Madre, si chiamava “Operation Tay Bridge”. Il piano è stato ideato negli anni ’60, ma viene aggiornato costantemente, con alcune aggiunte decise della regina in persona. La notizia non verrà comunicata direttamente ai familiari o allo staff medico, sarà invece il suo segretario personale il primo a venirne a conoscenza. Egli dovrà procedere a contattare il Primo Ministro pronunciando le parole in codice “Il ponte di Londra è caduto”. L’Ufficio degli Esteri procederà poi a diffondere la notizia anche ai 51 stati membri del Commonwealth.

Una “luce blu” allerterà i media britannici, dalla stampa alle radio, segnale che i presentatori dovranno prepararsi all’arrivo di notizie. Il quotidiano “The Times” ha già pronte le copertine per l’occasione, i canali della BBC cesseranno immediatamente le trasmissioni giornaliere per sintonizzarsi e seguire in diretta la situazione.

Un domestico vestito a lutto sarà incaricato di appendere un cartello con la notizia della morte della Regina sulle porte di Buckingham Palace, il sito ufficiale del Palazzo Reale mostrerà la stessa notizia, sospendendo momentaneamente l’accesso alle altre sezioni.

Il giorno successivo al decesso si proclamerà il Nuovo Monarca, con gli araldi che annunceranno la notizia al popolo e il parlamento si riunirà in serata per giurare fedeltà al nuovo sovrano. Il funerale dovrà tenersi nove giorni dopo la morte presso l’Abbazia di Westminster e tutto il paese dovrà osservare il silenzio. La salma sarà poi trasportata al Castello di Windsor, in una tomba presso la Cappella di San Giorgio.