Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Roma, 25 novembre-  “La violenza sulle donne è una questione culturale: bisogna cambiare atteggiamento, cambiare la narrazione culturale, dare un nome preciso alle cose: un uomo non uccide una donna per amore, non è più accettabile più nemmeno che venga detto” queste le parole della ministra per le pari opportunità, Elena Bonetti, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

È stata scelta la data del 25 novembre perché in questo giorno nel 1960 furono uccise le sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana. Una donna su tre, a partire dai 15 anni, subisce violenza. C’è un dato secondo il quale il 53% delle donne afferma di evitare determinati luoghi o situazioni per paura di essere aggredita.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, afferma: “La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso dentro le famiglie o perpetrati da persone conosciute, molto resta ancora da fare, ogni donna deve sentire le istituzioni vicine“.

Anche il premier Giuseppe Conte, tramite il proprio profilo Twitter, ha voluto dire la sua: “Abbiamo approvato norme, sbloccato fondi, avvisto confronti: la violenza contro le donne rimane un’emergenza. Lavoriamo per una svolta culturale, che parta dai giovani. Domani ne parlerò in una scuola a Roma insieme alla commissione d’inchiesta sul femminicidio #stopviolenzasulle donne“.