Iran: le donne potranno entrare negli stadi

Roma, 20 settembre- Dopo quarant’anni, le donne in Iran potranno tornare negli stadi di calcio. Il governo ha fatto cadere il tabù dopo che la Fifa ha minacciato di escludere la Repubblica islamica dalle competizioni internazionali.

“Tutte le preparazioni necessarie sono state fatte in modo che le donne possano entrare negli stadi”. Lo ha annunciato in una nota il ministro dello Sport della Repubblica islamica, Masoud Soltanifar. Per ora l’apertura è prevista solamente per le partite internazionali. L’eliminazione del divieto, in passato rimosso solo occasionalmente, è infatti attesa per la partita che il 10 ottobre la nazionale maschile di calcio giocherà contro la Cambogia allo stadio Azadi di Teheran, per le qualificazioni al Mondiale del 2022 in Qatar. L’impianto è ora dotato di ingressi, spazi e bagni separati per uomini e donne. Un dispiegamento rafforzato di polizia è inoltre previsto per garantire che non vi siano incidenti.

 

La ragazza in blu

 

La rimozione del bando giunge a pochi giorni dalla tragica morte della ‘ragazza in blu’, la 29enne tifosa iraniana Sahar Khodayari. Si era data fuoco davanti a un tribunale della capitale iraniana quando aveva appreso di poter esser condannata a sei mesi per oltraggio al pudore. Sahar infatti era stata fermata lo scorso 12 marzo per essere entrata nello stadio Azadi di Teheran, vestita da uomo. Niente le avrebbe impedito di assistere alla partita della sua squadra, l’Estghlal, contro l’Al Ain, club degli Emirati Arabi Uniti. Aveva anche scattato un selfie allo stadio, per il quale aveva ottenuto il soprannome ‘the blue girl’. 

In sostegno di Khodayari si era espressa anche la deputata Parvaneh Salahshouri, lanciando appelli alla sensibilizzazione contro le discriminazioni subite dalle donne nella Repubblica islamica. Inoltre, in una lettera aperta alla Fifa, diciotto note attiviste iraniane, tra le quali il premio Nobel Shirin Ebadi, avevano chiesto di intervenire sulla vicenda dello stadio.