Harvard ammette donazioni da Epstein

 Roma, 13 settembre- L’Università di Harvard ha ammesso di aver ricevuto circa 9 milioni di dollari da Jeffrey Epstein. In una lettera alla comunità universitaria il presidente del prestigioso ateneo, Larry Bacow, afferma tuttavia che l‘ateneo avrebbe rifiutato le donazioni di Epstein a partire dal 2008, dopo la condanna. 

“Il comportamento di Epstein solleva serie questioni su come le istituzioni come la nostra devono scrutinare e vagliare i finanziatori”, ha scritto il presidente dell’ateneo. “I crimini di Epstein sono stati ripugnanti e riprovevoli. Mi rammarico profondamente per il fatto di essere stato associato a lui”

L’università donerà quanto rimane della donazione ad associazioni che operano a sostegno delle vittime di traffico umano e abusi sessuali. 

 

Lo scandalo Epstein

 

Epstein è stato trovato morto nella sua cella del Metropolitan Correctional Center nella mattina dello scorso 10 agosto. Qualche ora prima del decesso, alla corte federale di New York era stato depositato un dossier che conteneva anche la deposizione di Virginia Roberts Giuffre, una delle testimoni più importanti nell’inchiesta che aveva portato all’arresto. Epstein avrebbe tenuto la donna come per costringerla ad avere rapporti sessuali con personaggi importanti. Fra questi anche il principe Andrea, duca di York, figlio della regina d’Inghilterra. Nel giro di conoscenze di Epstein hanno infatti fatto parte nel tempo dozzine di noti politici, uomini d’affari, scienziati, accademici e altre personalità, tra cui il presidente Trump, l’ex presidente Bill Clinton e Leslie H. Wexner, il miliardario fondatore di Victoria’s Secret e di Bath & Body Works.

 Nel 2008 Epstein era già stato processato per incitamento alla prostituzione. Inoltre, secondo un’inchiesta del Miami Herlad sarebbero 80 le donne che hanno affermato di essere state molestate dal magnate americano. 

 

Le crepe nella sicurezza e le teorie complottiste

 

Epstein avrebbe dovuto essere controllato dagli agenti di custodia ogni 30 minuti. La procedura non sarebbe stata tuttavia rispettata.  Secondo la prassi, Epstein avrebbe inoltre dovuto condividere la cella con un compagno proprio per evitare ulteriori episodi fatali. Sebbene il 23 luglio fosse stato ritrovato con ferite che potevano far ipotizzare il tentativo di suicidio, Epstein era stato giudicato in grado di rimanere da solo dopo sole due settimane di osservazione. L’amministrazione carceraria federale è stata per questo bersaglio di aspre critiche.

 Un mare di teorie complottistiche ha invaso la rete. Secondo queste Epstein sarebbe stato ucciso o indotto al suicidio per evitare di incriminare altre persone. Perfino il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha evocato la presenza di un complotto dietro la morte del miliardario. Il 10 agosto, invece di diffondere un comunicato ufficiale, Trump ha ritwittato il messaggio di Terrence Williams.

«Morto di suicidio sotto un regime di sorveglianza 24/7? Giusto! Come può essere successo? Jeffery Epstein aveva informazioni su Bill Clinton e ora è morto».

In un’intervista del 2011, una delle adolescenti molestate da Epstein ha infatti affermato che l’uomo le aveva rivelato di conoscere informazioni “compromettenti” sull’ex presidente.