Mini invertebrati sulla Luna

Roma, 15 agosto – Sono chiamati “tardigradi” i minuscoli invertebrati che potrebbero essere sopravvissuti allo schianto sulla Luna della sonda israeliana Beresheet, lo scorso aprile. A cercare su Twitter potenziali finanziatori per una missione di recupero è la stessa fondazione statunitense Arch Mission, che ha imbarcato sulla sonda questi microscopici animaletti.

“Qualcuno vuole finanziare una missione di recupero dei tardigradi?”

Contro l’accusa di aver contaminato il suolo lunare, la fondazione ribatte che i tardigradi “non hanno la possibilità di muoversi o riprodursi sulla Luna. Sono congelati nel tempo. Per essere potenzialmente rianimati dovrebbero essere recuperati, portati in un luogo con un’atmosfera adatta e poi reidratati”. I tardigradi sono stati infatti disidratati e sigillati in una resina epossidica che ne dovrebbe impedire il rilascio sul suolo lunare.

Questi minuscoli invertebrati sono noti per la loro straordinaria resistenza perfino nelle condizioni più estreme. I tardigradi hanno infatti la capacità di ibernarsi, entrando in un lungo sonno da cui poi si risvegliano quando le condizioni ambientali diventano favorevoli. Nel 2007, per esempio, hanno viaggiato nello spazio grazie a un esperimento dell’Agenzia spaziale europea, dimostrando di poter sopravvivere in condizioni di microgravità e nel vuoto, resistendo alle radiazioni cosmiche e ai drastici cambiamenti di temperatura.

L’obiettivo della fondazione

Arch Mission è nata per creare un back-up della conoscenza dell’umanità, in modo da preservarla e disseminarla nello spazio e nel tempo. A questo scopo, l’organizzazione ha caricato sulla sonda Beresheet un archivio grande quanto un DVD, contenente 30 milioni di pagine di informazioni sulla storia dell’umanità. Oltre a questa ‘libreria lunare’, ha caricato a bordo anche dei campioni di Dna umano e 100 milioni di cellule umane oltre che a migliaia di tardigradi.