L’ultimo saluto ad Andrea Camilleri

Roma, 18 luglio- Migliaia di persone si sono recate nel cimitero acattolico di Roma per l’ultimo omaggio al maestro Andrea Camilleri, morto ieri mattina all’età di 93 anni. Per volontà della famiglia non ci sono stati funerali pubblici né camera ardente. Camilleri è stato sepolto sotto l’Angelo della Resurrezione, all’ombra di un enorme pino secolare. A rendere un ultimo saluto allo scrittore anche Luca Zingaretti, volto del commissario Montalbano.

“Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, ‘Montalbano sono!’ dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca”.

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E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita' che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l'immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita. Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perchè il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono. Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca

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Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno espresso il loro cordoglio.

Il cimitero acattolico

Tra i primissimi ad essere sepolti nel Cimitero acattolico di Testaccio ci fu il poeta inglese Shelley, che lo definì “il più bello e solenne che abbia mai visto”. L’area si delineò in epoca tardo settecentesca, parco di sepolture in sobrio stile anglosassone dedicato a religioni diverse dalla cattolica, dove sono seppelliti, tra gli altri, anche Keats, il figlio di Goethe, Irene Galitzine e grandi italiani come Antonio Gramsci, il poeta della beat generation Gregory Corso, il fisico Bruno Pontecorvo e lo scrittore Carlo Emilio Gadda. Il direttore del cimitero Amanda Thursfield ha affermato: “Sarà una sepoltura definitiva. Il Maestro era legato a questo posto, lo ha visitato più volte”.

Cittadinanza onoraria

“Andrea Camilleri cittadino onorario di Roma? Credo che potrebbe essere una grande idea”. Così ha risposto la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, alla domanda rivolta da una giornalista durante l’omaggio.

Camilleri, secondo Raggi, “ha avuto il merito di descrivere nei suoi romanzi non solo una parte d’Italia, ma anche ciò che noi siamo, l’italianità”. “Non solo Roma lo amava, ma tutta l’Italia”, ha sottolineato la sindaca. “Credo che il fatto di voler rimanere qui a Roma sia un grande atto di amore nei confronti della città e spero che tutti possano passare a fargli un saluto”.