Cardinale riattacca la corrente in uno stabile: “È stato un gesto disperato”

Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio, “braccio destro” del Papa per la carità nei numerosi casi di disagio nella Capitale e oltre. È stato il protagonista di un forte gesto simbolico di altruismo, riallacciando la corrente elettrica a Spin Time, lo stabile occupato in via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma.

Nel palazzo, abitato da 420 persone tra cui 98 minori, era stata staccata la luce dal 6 maggio per morosità. Questa condizione ha spinto il cardinale, di ritorno da un viaggio di solidarietà per i profughi a Lesbo, a compiere un gesto inusuale, “nella piena consapevolezza – come sottolineano le fonti vaticane –  delle possibili conseguenze d’ordine legale cui ora potrebbe andare incontro.”

Negli scorsi giorni gli attivisti di Spin Time avevano lanciato “un appello alla città di Roma”, sollecitando una rapida riattivazione dell’energia elettrica. “Non sarà certo il buio a fermarci”, scrivevano.
Tuttavia, dopo il rientro della situazione precaria del palazzo, Andrea Alzetta, portavoce di Spin Time Labs, ritiene che a “fare il miracolo” non sia stato esclusivamente il cardinale Krajewski, e dichiara:  “Della vicenda si è interessata la responsabile della distribuzione del cibo dei poveri, quella di medicina solidale, le persone che lavorano lì, visto che la politica non riusciva a risolvere la situazione – e continua –  l’elemosiniere del Papa non credo faccia l’elettricista, oltretutto non c’erano sigilli, semplicemente avevano staccato la corrente. Anche questa è una fantasia giornalistica”, conclude.

Di contro, secondo alcune indiscrezioni, il cardinale avrebbe lasciato il suo biglietto da visita sul contatore manomesso personalmente. Tale dettaglio è stato riportato dalla pagina Facebook di Spin Time, che suggella il gesto come simbolo della “differenza tra legalità e giustizia.”