Talento interrotto: la verità sulla mano destra di Leonardo

Roma, 5 maggio 2019- <h1> Non fu un ictus a colpire la mano destra di Leonardo, ma secondo nuovi studi la causa è stata una lesione nervosa. <h1>

A scoprirlo sono stati due italiani, il neurologo Carlo Rossi e il chirurgo plastico Davide Lazzeri, da anni impegnato nello studio della medicina nell’arte.

In occasione del 500 anniversario dalla sua scomparsa, lo scorso 2 maggio, molte riviste hanno approfondito la figura del genio Leonardo Da Vinci. Il Journal of the Royal Society of Medicine si è basato su un disegno di Giovan Ambrogio Figino che ritrae l’artista toscano. La mano fasciata e la posizione delle dita rappresentate hanno consentito la nuova diagnosi. Si tratterebbe di paralisi del nervo ulnare, causata da un trauma al braccio destro. Il nervo dalla spalla arriva alla mano e la sua paralisi quindi ne avrebbe quindi limitato alcuni movimenti.

Tale ostacolo però non compromise l’attività di Leonardo, che disegnava prevalentemente con la sinistra, ma ne limitò la produzione pittorica. La paralisi avrebbe impedito all’artista di ritoccare alcuni dei quadri che portò con sé in Francia, compresa la famosissima Gioconda.

Il ritratto in gesso rosso realizzato dal lombardo Figino raffigura il braccio destro di Leonardo avvolto in una benda, appeso al collo e bloccato in una posizione rigida. L’opera risale al 1517, un anno e mezzo prima che morisse. Se si fosse trattato di un ictus la mano sarebbe dovuta apparire contratta, mentre la posizione assunta in questo caso è quella della “mano ad artiglio”, con le dita tese rispetto alla posizione naturale. Oltre alla difficoltà nel muovere la mano, la paralisi ulnare infatti comporta scarsa sensibilità e una forma a uncino delle dita.

Lazzeri e Rossi hanno studiato la biografia di Leonardo Da Vinci redatta da Vasari, il quale racconta di uno svenimento. La caduta avrebbe provocato al genio toscano un acuto trauma, fonte del danno al nervo ulnare. Si esclude l’ipotesi ictus in quanto esso avrebbe comportato ulteriori danni motori, paralisi facciale o declino cognitivo.