Rivoluzione francese

Roma, 20 aprile-  230 anni dopo la presa della Bastiglia, e non lontano dalla fortezza stessa, i francesi sono ancora in rivoluzione. Le proteste dei gilet gialli continuano per il ventitreesimo sabato consecutivo.

Nuovo ultimatum per il presidente Emmanuel Macron. Più di 5 mila gli agenti delle forze dell’ordine solo a Parigi, oltre 60.000 in tutto il Paese chiamati a contrastare i quasi 10.000 manifestanti. Rispetto alle giornate precedenti però, questa ha registrato un elevatissimo numero di fermi: 190 in confronto ai 15 della scorsa settimana. La tensione è sfociata in atti di vandalismo: vetrine rotte, negozi svaligiati e scooter dati alle fiamme con camion che impedivano l’intervento dei pompieri. A Place De La Republique il getto liquido colorante lanciato dai camion con idranti ha permesso l’identificazione, in un secondo momento, di quanti coinvolti.

Dei 4 cortei previsti nella capitale, solo 2 erano autorizzati, con il divieto d’ingresso nelle zone di Notre-Dame e degli Champs-Élysées. Anche la cattedrale, triste protagonista dell’incendio dello scorso lunedì, è stata al centro delle proteste. La rapida raccolta di fondi per la ricostruzione della chiesa gotica ha lasciato molti perplessi. Oggi gli striscioni recitavano “Milioni per Notre-Dame, e i poveri?”, “Notre-Dame non siamo noi”.

Secondo i media francesi domani un secondo appuntamento dei gilet gialli coinvolgerà le città di  Tolosa, Montpellier, Bordeaux e Parigi. La polizia ha dichiarato che probabilmente i prossimi incontri saranno più tranquilli, in vista della festa dei lavoratori il primo maggio, giornata che si prospetta “calda”.