Disastro Notre-Dame: crollo della guglia e danni quasi irreparabili

Il Ministro della Cultura: “Per il restauro ci vorranno anni e due terzi del tetto sono andati in fumo”

 

Notre-Dame, cattedrale gotica di Parigi e patrimonio della cultura del mondo, è stata invasa dalle fiamme di un incendio alle ore 18.50 della giornata di ieri. La facciata e i suoi tesori interni sono salvi, ma la parte centrale e soprattutto la guglia, simbolo della città francese, sono andati completamente distrutti. La guglia è crollata dopo essere stata in balia delle fiamme per più di un’ora.

Nessuno dimenticherà questo 15 aprile, primo giorno delle celebrazioni della settimana Santa. Non lo dimenticheranno i tanti parigini che sono usciti di casa e hanno raggiunto la Senna, a sud dell’Ile-de-la-Cité, i turisti allontanati dalla spianata della cattedrale subito dopo le 18:50, quando le fiamme hanno cominciato a divampare su un’impalcatura. I lavori di ristrutturazione, un cantiere gigantesco, erano cominciati da pochi giorni.

La volta della navata centrale di Notre-Dame a Parigi è crollata in alcune sezioni e sul transetto, dove poggiava la guglia. Dalle voragini sulla volta si vedono i bagliori della struttura del tetto che ancora brucia. I rilievi in marmo appaiono bruniti dal fumo e in fondo all’abside si vede la croce dell’Altare maggiore. A terra pezzi di legno fumante.

Piangono i parigini, si ferma la politica, come ha voluto il presidente Emmanuel Macron, che avrebbe dovuto annunciare in diretta tv importanti riforme. E che, in preda alla commozione, ha dato il primo segnale di riscossa: “La ricostruiremo tutti insieme”.

“Il restauro della cattedrale durerà mesi e anni”, lo ha detto il ministro francese della Cultura, Franck Riester, spiegando che è ancora “troppo presto” per valutare la durata precisa della ristrutturazione. “In ogni caso ci vorrà tanto tempo e bilanci molto importanti”. Riester ha precisato che “i due terzi del tetto sono andati in fumo” e che la “guglia è crollata all’interno della cattedrale, creando un buco nella volta, anche una parte delle vetrate è andata “distrutta”.

In particolare era da ristrutturare il tetto della cattedrale, quello che è crollato e adesso tutti sono con il fiato sospeso per capire se anche la preziosa volta che sovrasta la navata centrale è stata distrutta. Non ci sono feriti tra i fedeli o i turisti, l’unico in gravi condizioni è un pompiere, intervenuto con ingenti mezzi per tentare di domare le fiamme che continuavano ad avanzare. Non si sono visti Canadair, perché lanciare bombe d’acqua dall’alto avrebbe potuto causare danni se possibile peggiori.

In serata, il presidente Macron, accompagnato dalla moglie Brigitte ha parlato, con la voce rotta dall’emozione, davanti alle fiamme che ancora ardono all’interno della cattedrale: “Abbiamo evitato il peggio grazie al coraggio dei pompieri, abbiamo salvato la struttura, la facciata”. Poi ha concluso: “La ricostruiremo, tutti insieme. E’ quello che i francesi si aspettano, che la nostra storia merita”. Il simbolo di Parigi, il monumento storico più visitato d’Europa, è andato in cenere. Gli abitanti sono usciti di casa e si sono avviati a piedi verso le preziose guglie, simbolo culturale, e che oggi sono crollate in macerie.

“Il Papa è vicino alla Francia, prega per i cattolici francesi e per la popolazione parigina”, così in un tweet il direttore della Sala Stampa vaticana Alessandro Gisotti.

L’incendio è spento, ma la stabilità della cattedrale e la profondità strutturale del danno sono ancora incerti. “Sul posto – ha detto il segretario di Stato francese all’Interno, Laurent Nunez – sono ancora al lavoro un centinaio di vigili del fuoco con otto mezzi antincendio”.

Notre-Dame, ferita a morte e circondata dalle fiamme, ha vissuto le sue ultime ore.