L’altra Torre Maura

Roma, 15 aprile- Torre Maura, nella periferia di Roma, continua ad essere oggetto di discussione dopo le vicende che lo hanno visto al centro della cronaca la scorsa settimana. Dopo le proteste e le manifestazioni per l’arrivo dei Rom, il nome del quartiere negli ultimi giorni si sta legando ad episodi di cronaca locale, dalle rapine alle sparatorie.

Anna ci abita dal 1981 e ha cercato di darci un suo punto di vista e di raccontarci di una Torre Maura diversa da quella che oggi viene raccontata.

Che cosa ha scatenato le reazioni degli abitanti al trasferimento dei rom?

“Se così tante persone si sono rivoltate il motivo è abbastanza semplice: sono stanche. Il quartiere non è più sicuro e la gente ha paura. Nell’esasperazione generale, la gente ha reagito e i risultati sono stati episodi come quelli del pane calpestato e dei cassonetti bruciati. Reazioni estreme e utili a poco, sprecare cibo in quel modo non è bello, era destinato anche a tanti bambini che in tutta questa vicenda andavano tutelati meglio. Ma sotto molti punti di vista, è una situazione difficile.”

Perché la gente ha paura?

“Una volta suonò il campanello della mia porta di casa. Erano le sette di sera, successe poco prima di Natale. Io, come sempre, ero a casa da sola. Da poco se ne era andata una mia amica, perciò quasi di impulso stavo per abbassare la maniglia per aprire, credendo fosse lei. Ho guardato dall’occhiello un attimo prima di farlo e c’era un rom che chiedeva di entrare spacciandosi per un tecnico del telefono. Non so cosa sarebbe successo se avessi aperto la porta. Parlando con altre persone sono venuta a sapere che era già successo più volte. Citofonano a persone sole o anziane e con la scusa del telefono entrano in casa e le derubano.

Sono successi anche altri episodi, perciò vado sempre in giro con lo spray al peperoncino nella borsa. Una ragazza è stata presa a cazzotti in faccia perché si è rifiutata di dare il suo telefono ad un rom. Esco presto di casa per andare a lavoro la mattina e per le strade non c’è mai nessuno. Mi è capitato di vedere a quell’ora uomini nascosti nelle cabine telefoniche per cogliere alla sprovvista i passanti e derubarli.

Non si tratta della provenienza di chi compie questi gesti ma del fatto che sono sempre più frequenti e la gente è spaventata ma soprattutto stanca.”

Torre Maura prima era un quartiere più sicuro?

“Quando sono arrivata io tanti anni fa era una situazione diversa. La zona era tranquilla, c’erano dei palazzi ma era poco abitata, episodi del genere erano davvero sporadici. Con il tempo poi è diventata un’area sempre più popolata ed è cresciuta anche la delinquenza.”

In un video che circola sul web, un manifestante afferma che anni fa si potevano lasciare le chiavi attaccate alla macchina tanto era sicuro il quartiere… 

“Questo mai. Non ti puoi fidare ora, ma non lo potevi fare a tal punto neanche prima. Questi episodi ora sono più frequenti, ma succedeva anche prima dell’arrivo dei rom. Ladri ce ne sono sempre stati, con la sola differenza che prima erano solo italiani.”

Come vi rapportate con gli stranieri che arrivano qui?

“Nelle strutture adibite ad accoglierli ci sono da alcuni anni dei ragazzi, quasi tutti provenienti dall’Africa. Sono giovani e sono qui da soli, molti sono minorenni. Spesso ci siamo organizzati per portar loro la spesa, dei piatti pronti o delle coperte per l’inverno, nel quartiere non hanno mai disturbato e nessuno ha mai detto niente. Li ho visti giocare a calcio anche con i ragazzi del quartiere, senza creare alcun problema. L’immagine che è trapelata di Torre Maura purtroppo dice tutt’altro, racconta di un odio incondizionato verso lo straniero. Ho fatto solo esempi di rom legati ad episodi di delinquenza ma ci sono anche molte brave persone. Per me si riduce tutto a questo, non è questione di provenienza, se ti comporti bene e sei una brava persona il tuo paese di origine non mi interessa.”