“Poeti a Roma”, scatti di intellettuali tra vita mondana e pranzi intimi

Volti umili e sguardi compiaciuti, serate mondane o semplici passeggiate sul Lungotevere. Pier Paolo Pasolini e la sua cerchia di amici, tutti raccontati da fotografie che si intrecciano tra loro.
Nella mostra “Poeti a Roma. Resi superbi dall’amicizia”, allestita a Trastevere nel palazzo di Largo Ascianghi, e aperta al pubblico dal 30 marzo al 23 giugno 2019, i curatori Giuseppe Garrera e Igor Patruno hanno esposto più di 250 fotografie originali di autori come il già citato Pasolini, Moravia, Gadda, Maraini, Morante, Penna, Ungaretti e tanti altri.

Nella giornata di domenica 14 aprile, l’associazione culturale “Si pArte” ha organizzato una visita illustrata da uno dei curatori, Giuseppe Garrera, il quale ha tracciato il percorso di Pasolini, da poeta in erba fino alla sua morte.

Appena trasferitosi a Roma in cerca di sbocchi professionali, viene fotografato mentre si intrattiene con il sottoproletariato a cui tanto si sentiva vicino, passeggiando tra case dismesse e campi incolti, osservando i visi sporchi di terra e cemento, giocando con bambini appena conosciuti.
Il filo si districa fino a toccare l’orso, il misantropo e scontroso Carlo Emilio Gadda, grande amico di Pasolini, così come il bohéme Sandro Penna, immortalato mentre addenta un pasticcino o canticchia con euforia. Fino ad arrivare a Dacia Maraini e Alberto Moravia, spensierati amanti in riva al mare, o all’enigmatica Elsa Morante accanto alla sua libreria.
Nel frattempo Pasolini era riuscito a raggiungere un largo successo, non solo come scrittore, ma anche come sceneggiatore, diventando uno dei personaggi più in vista del tempo.
Al termine della mostra, in un angolo, sono state esposte delle immagini piuttosto crude, raffiguranti la morte di Pasolini all’Idroscalo di Ostia. Il percorso si esaurisce con lo scatto della madre in un pianto addolorato durante il funerale del figlio.

Quella di Pasolini è la storia di un rivoluzionario che si innamora dell’altro volto di Roma, quello abitato dalle cosiddette facce oneste, e ne trae ispirazione per i suoi scritti. Ma è anche la storia di chi è entrato a far parte della sua vita, lasciandoci le prove su un’antica pellicola. Le prove di ciò che di solito non fa audience, ma resta a testimonianza della personalità di chi non è soltanto un Premio Strega vinto. Le prove che restano a testimonianza dell’essenza spesso nascosta di alcuni personaggi, rimasti artisti anche nella vita privata.
L’esposizione raccoglie tutto questo. L’assegnazione di un ambito premio letterario, come una semplice birra tra amici dai nomi altisonanti.