Raggi, chiusura gestione del debito romano: “Si inverte la rotta”

Roma, 4 aprile – “Si inverte la rotta” – afferma la sindaca di Roma Virginia Raggi.
Durante la conferenza tenutasi per illustrare il programma, insieme al viceministro dell’Economia Laura Castelli e all’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti, la sindaca ha annunciato che nel 2021 chiuderà la gestione commissariale per il rientro del debito della Capitale.
L’organismo, che fa capo alla presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato elaborato per gestire e rimborsare i debiti contratti del comune fino al 28 aprile 2008. “Una sorta di bad company”, lo definisce la sindaca, “in cui nel 2008 sono stati inseriti miliardi di debiti, arrivati attualmente a oltre dodici.”

La strategia finanziaria messa in atto libererà 2,5 miliardi di euro in favore del Campidoglio entro il 2021, permettendo di ridurre l’Irpef. “I Romani pagano l’Irpef più alta di Italia”, con un addizionale allo 0,4%, per pareggiare il maxi debito pregresso e successivo al 2008. “Restituiremo i soldi ai cittadini”- continua la sindaca.
A spiegare la strategia interviene il viceministro Castelli: “Lo Stato si accolla una parte del debito finanziario e riduce i costi che dà alla gestione commissariale. È un’operazione win-win. I cittadini italiani non pagheranno l’operazione.”

Il primo obiettivo della norma presa in esame dal Consiglio dei Ministri è la messa in sicurezza del piano di rientro fino al 2048. La “piena copertura ai dodici miliardi di debiti”, garantirebbe “pagamenti certi a cittadini e istituti di credito” – dichiara la prima cittadina.
“Oggi si determina uno spartiacque”, aggiunge l’assessore Lemmetti. “Nel 2021, alla scadenza del mandato di Raggi, noi lasciamo in eredità due miliardi e mezzo da poter investire in città e per lo sviluppo di Roma Capitale. Noi lasciamo per la prima volta un’eredità positiva alla città.”
“Oggi – conclude fiduciosa la Raggi – chiudiamo i conti col passato.”