Emergenza Siccità. “Diamo all’acqua potabile un valore troppo basso”, afferma il ricercatore Massimiliano Pasqui

Il 22 Marzo, giornata mondiale dell’acqua, è stata trattata una conferenza sulla siccità nell’Università di Tor Vergata. L’ospite e ricercatore Massimiliano Pasqui ha esposto il problema e proposto alcune soluzioni al riguardo.

A causa dell’emergenza siccità si teme di dover razionare l’acqua potabile durante la prossima estate. Le scarse precipitazioni invernali e soprattutto l’assenza di nevicate hanno portato a questa situazione.
A Grosseto, a causa dell’allarme incendi, scatta il divieto assoluto di accendere fuochi dal 21 al 31 marzo sull’intero territorio regionale. L’alta possibilità di innesco degli incendi boschivi è legata alla scarsità di pioggia di quest’anno e alla bassa umidità nell’aria, dovuta ai venti provenienti dal nord.

“Sicuramente il problema della perdita idrica lungo la distribuzione è molto importante soprattutto in un paese come il nostro” -afferma il dottor Pasqui- “Il cuore del problema però sta nel fatto che noi all’acqua, soprattutto la potabile, diamo un valore molto basso. Questo implica che poi nelle scelte dell’utilizzo di quest’acqua in realtà, riducendone il valore, apriamo la strada ad un uso non sostituibile o comunque ad un elevato tasso di spreco”.

Soffermandosi sull’Italia il ricercatore si espone su quali possano essere le maggiori conseguenze per il nostro paese.
“In Italia alcune impronte del cambiamento climatico, come la riduzione delle piogge invernali, hanno portato negli ultimi anni ad avere periodi di siccità intensi, facendo vivere ad ampie zone italiane anche situazioni di emergenza. Questo aspetto potrebbe essere qualcosa a cui noi dobbiamo abituarci. Ci dobbiamo abituare in futuro a gestire in maniera sempre più efficiente i conflitti tra gli utilizzatori e l’acqua. Siamo chiamati ad avere un atteggiamento che sia più profondo nell’utilizzo e nella distribuzione della stessa”.

Il dottore consiglia anche delle possibili soluzioni: “Durante i periodi in cui abbiamo piogge abbondanti, quindi anche superiori ai valori climatici, è possibile adottare delle strategie per invasare l’acqua, che poi diventa disponibile nei periodi in cui non piove. Il problema però è che spesso questi periodi di grandi piogge sono legati ad eventi di precipitazione molto intensa, durante cui gran parte dell’acqua dilava il terreno, impoverendolo delle sostanze organiche. Così molto più difficilmente riusciamo a governare l’acqua che scende.” -continua- “In teoria è una strategia praticabile ma difficile da portare a termine”.