M5S, De Vito arrestato per corruzione

Colpo durissimo quello subito dal M5S nella mattinata di oggi. Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea capitolina, è stato arrestato nell’ambito dell’indagine ‘Congiunzione astrale’, coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina.

L’accusa, che vede coinvolte altre tre persone, è di corruzione e traffico di influenze illecite, nell’ambito delle procedure connesse con la realizzazione del nuovo Stadio della Roma, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli Ex Mercati generali di Roma Ostiense. A finire in manette anche l’avvocato Camillo Mezzacapo, destinatario di incarichi professionali su segnalazione del presidente del Consiglio comunale di Roma. Ai domiciliari ci sono invece l’architetto Fortunato Pititto, legato al gruppo imprenditoriale della famiglia Statuto, e Gianluca Bardelli.

Risultano indagati anche gli imprenditori Claudio e Pierluigi Toti. I due in particolare sono coinvolti nel capitolo di indagine che riguarda l’appalto per gli Ex Mercati generali nella zona di Roma Ostiense. De Vito e Mezzacapo si sarebbero fatti promettere oltre 110mila euro dagli imprenditori Toti, e ne avevano incassati già 48mila, in cambio dell’interessamento per un progetto di riqualificazione degli ex mercati generali di Ostiense.

Rabbia, sgomento e incredulità per i militanti pentastellati, che sui social si sfogano fra accuse al presidente dell’Assemblea capitolina e attacchi all’opposizione rea – secondo gli utenti – di fare un “assordante silenzio” sulle indiscrezioni di stampa che voglio Zingaretti indagato, ma di “festeggiare come avvoltoi” l’arresto del cinquestelle.

Luigi Di Maio annuncia via Facebook che “Marcello De Vito è fuori dal Movimento 5 Stelle”, assumendosi la responsabilità di questa decisione come capo politico. De Vito verrà infatti cancellato dal database e già in serata non figurerà più tra iscritti al M5S. Il Vicepremier sottolinea che “Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto ad ognuno di noi, a ogni portavoce del Movimento nelle istituzioni. De Vito non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi”.

A commentare la vicenda anche la sindaca Virginia Raggi, che in un post su Facebook scrive: “Nessuno sconto. A Roma non c’è spazio per la corruzione. Una cosa è certa: nessuna indulgenza per chi sbaglia. Avanti fino in fondo, senza se e senza ma, per la legalità”.