“L’empatia è nel DNA dello scrittore” parla Antonio Onorato, poeta contemporaneo

Antonio Onorato, poeta contemporaneo, autore dei libri “La forma del tutto è un dettaglio”, “Prima che non torni la notte” e “Addio fino a domani”, parla dei suoi lavori, della sua carriera e della novità che arriverà presto nelle librerie.

Antonio, perchè hai iniziato a scrivere?

“Perché da bambino amavo i fumetti. Dentro quelle nuvolette leggevo delle frasi che trovavo molto belle e che unite alle immagini disegnate completavano un concetto di senso fino ad esaurirlo.”

Quindi non leggevi libri?

“No, non volevo dire questo. Anzi, proprio grazie al fumetto arrivo alla lettura del libro. Il primo autore che amai fu Jack London e il primo romanzo che lessi fu appunto “Il richiamo della foresta”. In seguito lessi di tutto, ma effettivamente i classici sono quelli che mi hanno lasciato qualcosa dentro. Ad esempio, potrei citarne gli autori: Ernest Hemingway, George Orwell, Cesare Pavese o Milan Kundera. Dopo mi sono dedicato ai filosofi, dai classici
greci fino alla filosofia contemporanea di Kant, Hegel, Nietzsche o Emanuele Severino.”

Insomma, come e perché sei diventato scrittore?

“Sono grande di età, sono diventato scrittore tardi, dopo aver vissuto e fatto errori. Non sono un Hemingway che è fuggito da casa a sedici anni e sbarca in Europa intenzionato a divenire uno scrittore famoso o un cronista di guerra. Ho sempre scritto fin da ragazzino, cose stupide, immagino. Ho sempre scritto poesie, andate perse per lo più. Una ventina di anni fa intraprendo l’esperienza di blogger sulla piattaforma splinder; una cosa spensierata, senza pretese, solo alcuni post di poesia e racconti che firmo con il nickname “Gufonotturno”. Mi accorgo che quel che scrivo piace. Dopo dieci anni la piattaforma chiuse e purtroppo persi tutto il mio lavoro. In seguito decisi di partecipare a dei
concorsi e sono stato selezionato per varie poesie. Esiste una mia raccolta completa di poesia dal titolo “La forma del tutto è un dettaglio” edita da Pagine e altre raccolte per Aletti, oltre al mio ultimo libro di poesie uscito in questi mesi dal titolo “Addio fino a domani” sempre edito da Pagine.”

Invece il romanzo “Prima che non torni la notte” di cosa parla?

“Si tratta di un romanzo fuori contesto. Chi legge la quarta di copertina si prefigura una storia banale o strappa lacrime. Si tratta, al contrario, di un romanzo filosofico, o meglio di un romanzo che ha l’intento di descrivere la nostra società attuale, partendo dalla famiglia, dagli amici, dal quotidiano. Dalla normalità risaliamo alla filosofia, ai concetti chiave che ci hanno portato a pensare in un modo piuttosto che in un altro. Questo libro è stato molto pensato, poi mi sono deciso a scriverlo. Credo che far riflettere chi legge sia fondamentale, sia la cosa più importante. Abituare di nuovo a tollerare chi pensa in modo non conforme è il compito che sempre si è prefisso la filosofia.”

Nel libro c’è un pò di autobiografia?

“Naturalmente. Ogni scrittore che ama scrivere, descrive la realtà esterna, ma da un punto di vista interno e non potrebbe essere diversamente. Cioè, intendo dire che il lavoro dello scrittore consiste nel partire dalla percezione delle cose, sempre, ma poi ci si deve confondere con queste cose fino ad arrivare a coglierne l’essenza. Ogni personaggio che descrive è parte colto dalla realtà e in parte è una proiezione di sé stesso. D’altra parte l’empatia è nel DNA dello scrittore.”

Quale sarà il tuo prossimo step?

“Sarà quello di concretizzare un thriller psicologico dove i dialoghi saranno particolarmente curati nel tentativo di far esprimere a pieno il loro senso. Tutto ciò perchè, oggi, i nostri rapporti con il linguaggio e il suo uso quotidiano hanno qualcosa di incompleto, di irrazionale. Immagino sia il prezzo che dobbiamo pagare per essere immediati e diretti attraverso, ad esempio, i social o nell’uso degli strumenti che attualmente abbiamo a disposizione.”

Chi saranno i protagonisti principali del thriller?

“Saranno un carabiniere e una psicologa coinvolti, in parte casualmente, in una delle tante storie di violenza sui minori che vengono descritte dai mass media ma, che nell’indagare, andranno a scoperchiare qualcosa di più complesso e pericoloso.”

Che elemento caratteristico del libro lo rende un thriller?

“Sarà un thriller perchè dovrà suscitare interesse, ansia, cercando di entrare nell’ intimità dei personaggi.”

Hai già qualche idea sulla titolazione?

“Diciamo che il titolo poi verrà da sé”.