‘Il nido di vespe’. Il cortometraggio d’esordio di un giovane regista

‘Il nido di vespe’ è il titolo di un cortometraggio, scritto e realizzato da Matteo Memè, un ragazzo determinato, tenace e volenteroso di realizzare i suoi sogni. Da sempre appassionato di cinema e delle sue mille sfaccettature ha deciso di lanciarsi in questa impresa.
Le riprese del corto sono terminate un mese fa e attualmente è in fase di montaggio. Il titolo del corto è fortemente evocativo della storia che in esso si vuole raccontare. Con lo pseudonimo ‘ Nido di vespe’ i militari nazisti si riferivano al quartiere romano del Quadraro, nel quale il regime fascista aveva confinato personaggi scomodi e ostili al regime, tra cui moltissimi partigiani. E i tedeschi si riferivano proprio a loro quando parlavano di ‘vespe’, perché fastidiosi come i ronzii di queste nelle orecchie.
Il giovane regista si è concentrato proprio su questo storico quartiere, e in particolare sulla Street Art in esso presente, curata e realizzata dall’Associazione Muro, con l’intento di ricostruire la storia della zona attraverso le immagini evocative dei murales. Questi murales raccontano infatti il passato del Quadraro, dai rastrellamenti tedeschi in esso avvenuti alle vite di chi prima quel quartiere lo abitava e lo viveva.
Protagonista del cortometraggio è un giovane ventenne del Quadraro, appassionato di street art e deciso a dedicarsi alla sua passione. Fa una domanda in una scuola d’arte americana, dalla quale sarà selezionato e che deciderà di frequentare, ma il suo cuore rimarrà in quel quartiere dove è nato e cresciuto.
Le riprese sono state interamente effettuate nelle varie vie del quartiere, in particolare Via Largo Spartaco, Via dei Corneli e nel Mercato coperto di Tuscolano III.
Matteo ci racconta di essersi focalizzato proprio sulla street art perché è il mezzo che racconta, anche visivamente, quello che nel quartiere si è verificato in un periodo che non è poi così lontano. Ci parla poi di come sia sorto questo bisogno di raccontare la storia del Quadraro e delle sue molteplici sfaccettature. L’idea è nata direttamente da lui ‘perché innamorato di quel quartiere, perché appassionato di street art e soprattutto perché da tempo avevo un sogno nel cassetto: realizzare un cortometraggio scritto interamente da me’.
Ma come tutti i sogni, anche quello di Matteo ha richiesto sforzi e sacrifici per poter essere coronato. Parlando di come sia riuscito a finanziare la realizzazione del suo corto, ci ha raccontato di aver iniziato due anni fa a consegnare le pizze la sera, e che proprio questa attività gli ha consentito di raggiungere un budget di partenza da destinare alla sua impresa. Ma questo non è bastato. Matteo e i suoi collaboratori hanno infatti avviato una iniziativa di raccolta fondi sul web, che ha avuto un successo inaspettato: il budget che con questa iniziativa si sarebbe dovuto raggiungere in due mesi è stato raggiunto dopo solo un mese. Così, dopo aver raccolto abbastanza soldi, le riprese del corto sono iniziate.
Il montaggio del corto è in conclusione, ma inizialmente non sarà disponibile né su Youtube né su altre piattaforme di streaming, perché deve essere presentato ai vari Festival e molti di questi richiedono che non sia stato pubblicato. La pubblicazione dovrebbe avvenire entro circa un anno, ma nel frattempo verranno organizzate proiezioni gratuite del corto, una ad Ostia e una a Grottaferrata, in modo da farlo conoscere al pubblico.