Il terrorista australiano Tarrant minacciato in prigione

Brenton Tarrant, il terrorista australiano che venerdì scorso è entrato nelle due moschee di Christchurch sparando all’impazzata, è preso di mira dalle gang criminali locali che gridano vendetta. Nelle parole di uno dei membri della banda “anche noi abbiamo amici in prigione” si percepisce in modo evidente un tono di minaccia.

Kim Workman, un avvocato penale, ha sostenuto di essere venuto a conoscenza delle condizioni di pericolosità di Tarrant in carcere e aggiunge che l’unico modo efficace per l’incolumità dell’attentatore sia quello di metterlo in isolamento.

I membri della gang locale si sono presentati fuori la scuola a sostegno delle famiglie delle vittime sostenendo che: “Siccome sono venuti in Nuova Zelanda, adesso sono dei nostri. Sono la nostra gente”, poi aggiungono che quello che Tarrant ha fatto è stato disgustoso, sbagliato in ogni modo possibile”.

Jacinda Ardern, la premier neozelandese, ha annunciato l’entrata in vigore della riforma sulla vendita delle armi fissata entro 10 giorni ed ha anche avvisato riguardo un’inchiesta sui servizi di intelligence in quanto l’autore della strage non era mai stato schedato.

David Tipple, proprietario del negozio di armi Gun City, ha rivelato durante una conferenza stampa che Tarrant aveva comprato delle armi online, ma che non sono state le stesse usate durante l’omicidio. Infatti Tipple sostiene che: “Non abbiamo notato nulla di straordinario nell’ordine. Era un nuovo cliente, con una nuova licenza”. Il suo negozio vende solo armi di categoria A, ossia semiautomatiche e con un massimo di sette colpi, e non fucili da assalto di tipo militare come quello usato per l’attentato. Inoltre si è dichiarato a sostegno della riforma della premier neozelandese per la riforma sul possesso di armi nel Paese.