Brexit: e se a parlare fosse un cittadino?

ROMA, 17 Marzo – Rimane ancora molto acceso il dibattito sulla Brexit, le ultime novità parlano dell’intervento di due figure molto importanti del governo di Theresa May, i quali avvertono che se non ci sarà la certezza che l’accordo della May venga accettato, non ci sarà nessuna votazione.

Forte sono state le dichiarazioni del primo ministro del Commercio Estero Liam Fox, dichiarando che “si voterà solo se sappiamo di avere il sostegno necessario” e del Cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, informando che “L’intesa sarà sottoposta ai deputati se un numero sufficiente di nostri colleghi e del Dup sono disposti a sostenerlo” e che i numeri per l’intesa della May “ancora” non ci sono.

Interessante e poco affrontata però rimane il punto di vista del cittadino che si ritrova in questo contesto, come Miriam Ballanti, cittadina italiana trasferita a Londra.

 

“Pro” o “Contro” nei confronti della Brexit?

Io sono pro, perché voglio vedere il vero e proprio inglese, che si lamenta di non trovare lavoro, che scusa si inventerà dopo la Brexit.

Come si vive questa Brexit tra le persone e in prima persona?

La situazione Brexit la vivo abbastanza bene perché sono molti anni che vivo qui e quindi non ho alcun cambiamento radicale, ma socialmente le persone ti etichettano e commentano con parole molto pesanti.

I media britannici tengono sempre aggiornati il popolo?

Diciamo che ci aggiornano il più possibile.

In quanto tempo pensi che si arrivi ad una conclusione?

Non credo in tempi brevi, e sicuramente arriveremo al NoDeal.

Perché secondo te non si è arrivato ad una conclusione e come si può arrivare?

Secondo me non ci si arriva, soprattutto in tempi brevi perché il popolo è contro la Brexit e alcuni politici hanno fatto un passo indietro.

Quale pensi che possa essere il futuro del paese ed il tuo dopo la Brexit? E le possibili conseguenze positive e negative che possono accadere?

Ripeto che personalmente o chi è qui da almeno 5 anni non subirà nessuna conseguenza, per le altre persone invece verrà fatto un ‘settle status’ e vedere se il ‘home office’ ritiene opportuno far rimanere la persona nel paese. Per quanto riguarda le conseguenze negative, possiamo parlare del ‘import and export’, invece per le conseguenze positive c’è il fatto che non faremo la fine dell’Italia con molti poveri lasciati in balia delle istituzioni.