Strage in due moschee della Nuova Zelanda

Sono almeno quarantanove le vittime degli degli attentati nelle due moschee di Christchurch, Nuova Zelanda. A rivendicare l’attacco è il ventottenne australiano Brenton Tarrant, il quale ha trasmesso il video della strage in diretta su Facebook. Il filmato di 17 minuti è stato poi stato rimosso dal social network, come ha spiegato la responsabile dei contenuti di Facebook Australia-New Zealand, Mia Garlick.

Nei primi secondi del filmato, che ancora circolano sul web, il killer prende le armi dal bagagliaio dell’auto e si dirige verso la moschea per aprire fuoco sui fedeli. Le due mitragliatrici usate erano coperte di scritte bianche, riferimenti a precedenti battaglie e più recenti attacchi contro le comunità musulmane. Fra queste anche il nome di Luca Traini, l’estremista di destra autore dell’attacco contro migranti compiuto l’anno scorso a Macerata.

Tarrant ha dichiarato di non essere membro di nessuna organizzazione. Afferma però di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene abbia agito da solo e nessun gruppo abbia ordinato l’attacco. Dichiara di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da “immigrazione di massa”. Lascia infatti un manifesto anti immigrati di 74 pagine, in cui ha spiegato chi è e il motivo delle sue azioni. 

Il primo ministro Arden lo definisce come un “atto di violenza senza precedenti”.

Il Presidente del Consiglio Conte esprime il suo cordoglio via tweet: