Roma sta passando un periodo di decadenza. Ma questa cosa non mi scoraggia

A parlare di Roma, delle sue problematiche, delle iniziative e di una gioventù che ha voglia di risollevare le sorti di questa capitale in decadenza è Luca di Egidio, consigliere del VII Municipio.
Lei è molto giovane e già sta intraprendendo un bel percorso in politica, fatto di iniziative finalizzate a porre in evidenza i disagi in cui riversa la capitale e a trovarne una soluzione. Quando è nata questa sua voglia di agire?
La voglia di agire e di impegnarmi in prima persona è cresciuta con me. Quello che mi è sempre piaciuto è rappresentare gli interessi di tutti e lo ho fatto nei diversi ambienti in cui sono cresciuto. Sono passato dall’essere rappresentante di classe, poi rappresentante della consulta provinciale del mio liceo, poi presso il dipartimento di giurisprudenza della mia università, fino ad arrivare a compiere nel 2016 il grande passo: candidarmi come consigliere comunale. Nonostante non fossi stato eletto per 14 voti, non ho mai mollato le mie battaglie. E i frutti di questa grinta ed impegno sono arrivati. Sono entrato di recente in Consiglio Municipale e sono onorato di rilanciare l’idea di città che avevo designato in campagna elettorale insieme a chi mi ha sempre sostenuto
Il problema buche è uno dei tanti che da tempo attanaglia la Capitale. Nel corso della sua attività ha sostenuto molte battaglie, tra queste proprio quella ‘Anti-buche’, nel marzo del 2018. Dove e come è intervenuto precisamente?
Il problema delle buche è quello che di più attanaglia la città, insieme a quello delle aree verdi, dei rifiuti, o dei mezzi pubblici. Sono stato e continuo ad essere impegnato in tutte queste battaglie. Nello specifico in questi tre anni di attività sul Municipio, forte dell’aiuto del gruppo di persone che da tempo mi sostiene, siamo riusciti a progettare un’iniziativa nel nostro quartiere che ponesse l’attenzione sull’emergenza buche.
‘Fiori cresciuti in mezzo ai sanpietrini’ è la frase di un brano di due ragazzi di Roma, ma è stato anche il nome della sua iniziativa per sollecitare l’amministrazione ad agire per risolvere il problema buche. In cosa consisteva l’iniziativa e come è nata l’idea?
L’idea è nata da una situazione che si ripeteva ogni giorno. Gli automobilisti romani erano costretti a fare lo slalom tra buche e voragini che spesso però non si riuscivano ad evitare, portando alla foratura di miriadi di pneumatici, tutto a scapito dei romani. Per questo ci è sembrato giusto agire, facendo qualcosa di provocatorio. Abbiamo lanciato questa manifestazione pacifica, che consisteva nel piantare fiori nelle diverse buche cosicché diventassero fioriere. Ma questa iniziativa aveva soprattutto un fine pratico. E’ stata avviata solo dopo l’insuccesso delle numerose segnalazioni fatte agli assessori di competenza del settimo Municipio, in cui venivano indicate precisamente quali erano le strade in cui si doveva intervenire. E quindi i fiori delle buche avevano come scopo quello di indicare con i fiori i punti precisi in cui si doveva agire. Abbiamo invitato i cittadini a farlo anche nei loro quartieri e moltissimi hanno aderito a questa iniziativa, che ha avuto una risonanza ben più grande rispetto a quella che ci aspettavamo. E’ stato un grande successo e a breve lo riproporremo.
Quali sono state le reazioni degli abitanti dei quartieri coinvolti nell’iniziativa, erano entusiasti?
Le reazioni degli abitanti del quartiere sono state molto positive. Si è trattato infatti di un’iniziativa che non arrecava disagi o pericoli, non essendo gli interventi invasivi della carreggiata. La gente ha apprezzato il sarcasmo di questa iniziativa, in quanto convinta che questo modo di agire potesse portare più risultati rispetto a quelli raggiunti da richieste o segnalazioni burocratiche. Ai residenti è infatti arrivato il messaggio che con la nostra iniziativa volevamo inviare, e cioè che esistono ancora persone che non accettano queste condizioni di decadenza in cui riversa la capitale e che credono che sia utile agire per risollevarle.
Dopo questa battaglia è migliorata la situazione buche nel settimo Municipio?
Questa battaglia ha funzionato in parte. Infatti dopo quest’ultima c’è stata un’azione immediata del Municipio e del dipartimento che si occupa della manutenzione stradale, soprattutto nel rifacimento di quelle buche sulle quali era stata ormai posta un’attenzione mediatica e che gli abitanti si aspettavano che venissero riempite. In molti altri casi però non ha funzionato perché si è agito in modo molto superficiale, servendosi di sacchetti di asfalto di pronto uso, di costo elevato e non destinati a durare nel tempo. Attualmente il nostro impegno è rivolto ad evitare questo tipo di interventi e a prevedere ad esempio una calendarizzazione di azioni di rifacimento stradale vere e proprie che abbiano effetti di lungo periodo.
Attualmente sta portando avanti altre battaglie mirate a risolvere altre tipologie di problematiche?
A breve riproporremo l’iniziativa ‘Fiori cresciuti in mezzo ai sanpietrini’ e lo faremo in un altro format, che coinvolgerà anche le estreme periferie romane, e che non sia unicamente finalizzata a porre in evidenza il problema buche ma anche a denunciare il degrado assoluto delle periferie, dove non c’è lo stato, né le istituzioni, né i colori ma solo il grigio di cantieri. Tra le altre attività, in queste settimane abbiamo raccolto nel nostro Municipio le segnalazioni di auto e motorini rubati o bruciati per presentare un atto in Commissione affinché vengano assolutamente rimosse le loro carcasse che, oltre ad essere indecenti, sono anche molto pericolose.
Tra le varie problematiche della capitale spicca anche quella degli autobus andati a fuoco. Lo scorso 3 gennaio la linea numero 16 con capolinea a Villa Lais si è incendiata. Riguardo ciò ho presentato un atto in Consiglio Municipale in cui sono state chieste spiegazioni circa la mancata rimozione dei resti di banchina e perché capolinea non sia ancora stato ripristinato, nonostante siano ormai trascorsi due mesi.
Le nostre azioni continue e le nostre battaglie sono rivolte quindi a cercare di risolvere la miriade di problematiche che affliggono Roma, che riversa ormai in uno stato primitivo e ridare la speranza a cittadini che da tempo l’hanno persa.
La capitale sta attraversando un periodo di decadenza, afflitta da innumerevoli problematiche e disagi. Questa situazione non la scoraggia o non l’allontana dalla politica e dal tentativo di cambiare le cose?
Roma sta passando un periodo che io definisco ‘anno zero’, fatto di disagi e problematiche. Ma questa cosa non mi scoraggia. Continuo ad agire in prima persona e so che non posso scoraggiarmi, soprattutto ora che servono energie giovani per non accettare un’eredità che ci stanno consegnando e che non abbiamo scelto. C’è gente come me per cui la politica non è solo malaffare o clientelismo ma è una cosa bella di cui ci si deve occupare. Faccio politica perché mi piace rappresentare gli interessi della collettività e per questo non mi arrendo, perché le cose si possono cambiare, non appellandosi ai ‘se’ ma agendo nonostante le avversità. Il mio motto è infatti ‘Il Se è il marchio dei falliti, si diventa grandi Nonostante’.