A Recanati aprono “Museo Leopardi” e installazione multimediale in ricordo del poeta

 

Roma, 11 marzo – “Il percorso espositivo rivela al grande pubblico le collezioni private che la nostra famiglia ha custodito nei secoli, rendendole definitivamente fruibili ai visitatori. In un’epoca costellata da esperienze vissute in modo virtuale, vogliano restituire il piacere di un contatto reale con una delle figure letterarie più amate e sentite dagli italiani”.

Nasce da qui l’idea della famiglia Leopardi di aprire al pubblico due nuovi spazi,  che amplieranno i percorsi di visita del Palazzo a Recanati. Oltre alla Biblioteca e alla Casa di Silvia, sarà infatti possibile immergersi nel mondo del poeta grazie al “Museo Leopardi” e all’installazione multimediale, “Io nel pensier mi fingo”, frutto del grande lavoro che i discendenti del poeta hanno messo in campo negli ultimi anni.

Hanno contribuito anche la Prof.ssa Fabiana Cacciapuoti, leopardista esperta dell’autografia di Leopardi, e Giancarlo Muselli, scenografo del film “Il giovane favoloso”, al poeta dedicato.

Il museo, allestito nei locali dell’ex frantoio di Palazzo Leopardi, viene aperto al pubblico da oggi, lunedì 11 marzo, dalle ore 9 alle 17:30. L’obiettivo è quello di andare incontro alle esigenze dei visitatori e soddisfare il loro desiderio di entrare in contatto anche con la parte più umana del poeta, conoscendolo attraverso i suoi oggetti personali e gli ambienti a lui più cari.

L’esposizione ripercorre l’intera vita, dalla nascita a Recanati, alla morte a Napoli, documentando gli avvenimenti biografici e l’evolversi del pensiero filosofico.

Si articola in dieci sezioni storico-tematiche che consentono di “passeggiare” insieme al poeta nella sua storia, attraverso un corposo patrimonio di oggetti, documenti e scritti. La culla e l’abito di Battesimo, i giochi d’infanzia, gli autografi puerili, l’abito da cerimonia di Monaldo gonfaloniere, il preziosissimo orologino da cintura con châtelaine appartenuto alla madre del poeta, il calamaio in ceramica col quale è stato scritto L’Infinito ne sono degli esempi. Esposti per la prima volta solo nel 2019, i frammenti dell’abito e del legno della cassa, recuperati dalla tomba del Poeta nella chiesa di San Vitale in Fuorigrotta.

Per facilitare l’esperienza del pubblico e renderlo partecipe, dal prossimo 15 aprile, anche un’esperienza multimediale, dal titolo “Io nel pensier mi fingo”.

Si tratta di un viaggio virtuale negli spazi fisici e mentali abitati da Giacomo Leopardi all’epoca della sua infanzia e giovinezza  a Recanati.

Un montaggio di immagini, della durata di circa venti minuti, in cui il visitatore si ritrova nel quotidiano del poeta: all’interno delle stanze della sua casa, nella biblioteca a studiare, nella camera da letto con gli arredi originali o in giardino con i fratelli.

Le voci dei fratelli Leopardi sono dei suoi attuali giovani discendenti, mentre quella del Leopardi adulto è di Roberto De Francesco, che lo ha interpretato nelle Operette morali, spettacolo teatrale andato in scena con la regia di Mario Martone.

“Lo scopo, ha affermato Muselli, era duplice: rendere possibile un’esperienza, seppure virtuale, degli ambienti privati del palazzo e partire da questo spunto per raccontare una piccola biografia che, muovendo dai luoghi concreti, ricordasse le fasi e i passaggi della vita quotidiana, della formazione e della produzione intellettuale di Giacomo”.

“Il nodo centrale che ha guidato la sceneggiatura del multimediale è lo sguardo di Giacomo nelle stanze private del Palazzo , ha detto Fabiana Cacciapuoti , Uno sguardo che dall’interno si sposta verso l’esterno, e che per lo più nella notte, si volge verso se stesso, verso la paura e l’inquietudine, quasi scandite dai rintocchi dell’orologio della Torre, che diventano parte integrante di quei sentimenti, e che infine si volge altrove”.

Sarà una mostra del tutto nuova che saprà avvolgere e coinvolgere il visitatore in emozioni crescenti.