Vaccinazioni obbligatorie: scade il termine ultimo

Viene posticipato di un giorno il termine ultimo entro il quale si devono presentare i documenti sulla vaccinazione effettuata. Il limite fissato al 10 marzo, essendo domenica, è quindi slittato di un giorno. La scadenza era già stata fissata a settembre 2018, con l’inizio del nuovo anno scolastico, ma per evitare il caos all’anagrafe vaccinale si è poi prorogata al 10 marzo e in seguito all’11: i rinvii sono finiti. Da domani perciò ai genitori dei bambini e degli studenti non vaccinati verranno applicate le sanzioni previste dalla legge Lorenzin, mentre i bambini dai 0 ai 6 anni non potranno accedere a scuola.

Il ministro dell’interno Matteo Salvini mercoledì scorso aveva lanciato un appello al titolare della Salute Giulia Grillo, scrivendo:

“sarebbe opportuno evitare traumi ai più piccoli e pertanto bisogna prevedere il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo contenuti nella legge Lorenzin”.

In risposta la ministra enuncia un secco no:

“obiettivo comune è superare la legge Lorenzin ma non con un decreto urgente: se la vedrà il parlamento, dove in Commissione Sanità del Senato giace da mesi la proposta di legge M5s-Lega che prevede l’obbligo “flessibile”, ossia stabilito vaccino per vaccino sulla scorta dei dati epidemiologici”.

In attesa della nuova legge è valida la norma fissata dalla ministra Lorenzin, sostenuta dal maggior parte del mondo medico-scientifico, dai presidi. A tal proposito Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, sostiene che:

“E’ vero che bisogna tener conto delle esigenze di tutti, ma non ci si può dimenticare dei bambini più deboli e con problemi di salute che non si possono difendere e soprattutto non hanno scelta. Non ci possono essere bambini di serie A e di serie B. Le leggi devono essere rispettate. Quella sui vaccini è una legge e non può essere soggetta a continui differimenti”.

Il Ministero della Salute registra un aumento nei primi sei mesi del 2018 sulle coperture vaccinali dei bambini in Italia rispetto all’anno precedente; si è raggiunta, e in diversi casi anche superata, la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità che corrisponde al 95%.

Il problema che sottolineano i medici è che è sufficiente un solo bambino non vaccinato in una classe per far saltare la protezione indiretta di colore che per gravi motivi di salute non possono vaccinarsi. Si è infatti verificato un caso a Roma di un bambino affetto da leucemia che per alcuni giorni ha dovuto saltare le lezioni poiché alcuni suoi compagni di classe non erano stati ancora vaccinati.

Proprio per questo motivo tutti, salvo casi eccezionali come questo, dovranno dimostrare di essere coperti dalle dieci vaccinazioni obbligatorie a norma di legge: anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilusinfluenzae tipo B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.