Prima crisi di governo?

Non accenna a placarsi lo scontro sulla Tav nel governo. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Buffagni (M5S) parla di “crisi già aperta”. I vicepremier rassicurano immediatamente ma ognuno continua a portare acqua al proprio mulino: Salvini dice di rimandare tutto “a lunedì”, Di Maio risponde che sarà un fine settimana di duro lavoro. Conte appare invece entusiasta, sostenendo che uno scontro su temi così importanti è necessario ed anzi, utile a trovare una soluzione, una “terza via” migliore.

La partita è delicata e la posta in campo pesantissima. I 5S vogliono dimostrare di non essere secondi a nessuno, la Lega non può deludere l’elettorato del Nord. Dalle retrovie si inserisce, a gamba tesa, il neo-segretario del PD Zingaretti, dapprima incontrando il presidente della regione Lombardia Chiamparino (PD) e poi parlando apertamente di un “ritorno alle urne” il prima possibile, senza un nuovo governo tecnico che il PD non appoggerebbe.