Corruzione Cds, Berlusconi indagato

Roma, 8 mar –

Silvio Berlusconi è indagato per corruzione in atti giudiziari su alcune sentenze pilotate del consiglio di Stato. Il filone d’indagine è legato alla sentenza che il 3 marzo 2016 che annullò per l’ex presidente del Consiglio l’obbligo di cedere una quota detenuta in banca Mediolanum. La somma eccedente corrispondeva al 9,99%, pari a circa un miliardo di euro.

La maxi indagine ha portato ad una serie di arresti nelle scorse settimane, riguardando anche magistrati. Ai domiciliari sono finti il giudice Nicola Russo, già coinvolto in altre vicende giudiziarie, l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia Raffaele Maria De Lipsis, l’ex giudice della Corte dei Conti Luigi Pietro Maria Caruso. Destinatario dell’ordinanza anche il deputato dell’assemblea regionale siciliana Giuseppe Gennuso. In totale sono cinque gli episodi contestati dai magistrati di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. In base agli accertamenti le mazzette messe a disposizioni dei giudici corrotti erano di 150 mila euro.

L’avvocato difensore del leader di Forza Italia, Niccolò Ghedini, all’Ansa: «Si tratta di una vicenda dalla quale il Presidente Silvio Berlusconi era stato già archiviato, e siamo certi che accadrà di nuovo. Io e l’avvocato Coppi siamo tranquillissimi su questo. Non c’è alcuna possibilità di reperire elementi idonei per sostenere un accusa in giudizio. Ci auguriamo solo che l’archiviazione avvenga in tempi brevi e siamo fiduciosi visto che le indagini sono affidate a un ottimo magistrato come il dott. Ielo»