Tav, salta l’accordo finale: tensione tra Lega e M5S

“Sono emerse criticità – dichiara Palazzo Chigi in seguito al vertice nella notte tra il 5 e il 6 marzo scorso sulla TAV  – che impongono un’interlocuzione con gli altri soggetti partecipi del progetto, al fine di verificare la perdurante convenienza dell’opera.”
Il progetto tanto contestato della TAV (treni ad alta velocità), nasce da una prima proposta concreta nel 2001. La sua costruzione inaugurerebbe un nuovo tratto ferroviario, per merci e passeggeri, da Lione a Torino, transitando alla velocità massima di 220 km/h sul confine tra Francia e Italia.
Le opinioni contrastanti del governo sono state definite “valzer di posizioni” da Dario Gallina, presidente degli industriali di Torino. Ad oggi, infatti, il M5s si oppone all’opera, mentre Salvini dichiara: “Sulla Tav occorre andare avanti, non tornare indietro.” Matteo Renzi, invece, si scaglia contro Toninelli, ministro delle infrastrutture e dei trasporti, accusandolo di “bloccare l’Italia”. “Basta cincischiare. Si dica o si o no.” E conclude: “O Salvini mostra leadership o si blocca tutto.”
Le divisioni del governo hanno portato il presidente Conte ad esporsi in prima persona: “Mi batterò perché non sia trascurato alcun aspetto per una decisione corretta.”
Nel frattempo al Senato sono state bocciate le mozioni delle opposizioni (PD, FI e FdI), approvato il documento unico per Lega e M5s. Quest’ultima propone di “ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia.”
La realizzazione dell’infrastruttura è di competenza della società Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin). I bandi di gara sono ancora sotto valutazione, per questo motivo “il lancio delle gare Telt – come scritto in un comunicato di Presidio Europa (movimento NO TAV in Valle di Susa) – sarà interpretato dal territorio come atto politicamente ostile e con conseguenze politiche irreversibili.
Tra i vari contrasti, cinque ore di incontro si sono concluse in un nulla di fatto.
Alla domanda di Affaritaliani.it “Come se ne esce?”, Di Maio risponde “E’ tosta.”, a proposito della mancato esito di Palazzo Chigi. “Ci riproviamo oggi.” – conclude.