Obesità infantile in aumento: i dati fanno riflettere

Se da una parte c’è chi muore letteralmente di fame a causa della povertà, all’estremo opposto troviamo un altro tipo di malnutrizione: l’obesità. I dati numerici riguardo la morte per fame sono oggigiorno ancora molto alti: 3 milioni nel 2017 e 200 milioni che sono in condizione di malnutrizione. In aumento sono anche i casi di sovrappeso, sempre più frequenti soprattutto in età infantile.

Per fare dei numeri nel 2000 i bambini del mondo sotto i 5 anni in sovrappeso erano 30 milioni, nel 2017 sono saliti a 38 milioni, ovvero il 5,6% della popolazione infantile mondiale.

In Italia la situazione non è meno grave: dal 1975 al 2016 il numero di bambini e adolescenti obesi è triplicato. Questa cifra non è causata solo dalla cattiva alimentazione, ma anche dalla vita sedentaria che favorisce l’accumulo di carboidrati e zuccheri infatti, stando ai dati dell’Istat, circa la metà dei bambini dai 3 ai 5 anni fanno una vita troppo sedentaria e quasi il 21% degli adolescenti: un rapporto sbagliato col cibo in età infantile potrebbe significare gravi problemi di salute in età adolescenziale. L’obesità si verifica con quasi il doppio delle probabilità nelle femmine rispetto ai maschi in età compresa tra i 9 e i 14 anni: 13,4% contro il 7,1%.

Francesco Samengo, Presidente dell’Unicef Italia, sostiene che:

“Quando si parla di malnutrizione il nostro immaginario ci porta direttamente a situazioni legate ai Paesi più poveri. Infatti, uno dei maggiori problemi per l’infanzia nel mondo è quello dei bambini malnutriti a causa della sotto-alimentazione. Tuttavia, malnutrizione non significa solo non avere da mangiare a sufficienza, ma anche mangiare in modo errato o malsano. Per questo, attraverso questo rapporto, vogliamo mettere in luce anche il problema dell’obesità infantile che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia. Infine, grazie al contributo di esperti, vogliamo presentare altri due aspetti legati alla questione della cattiva alimentazione, in particolare nel nostro paese. Il primo è quello della sicurezza alimentare: anche in Italia bambini e bambine che vivono nei nuclei familiari più poveri non hanno accesso a fonti di cibo sicure e sufficienti. Il secondo è quello dei disordini alimentari, che porta alla luce una forma crescente di disagio tra gli adolescenti e presta il fianco ad una serie di altre problematiche quali quelle del bullismo legato all’immagine fisica”