La Triennale di Milano parla del riscaldamento globale: il 15 marzo i ragazzi entrano gratis per protestare

Roma, 4 marzo – La Ventiduesima Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival (Natura spezzata: il Design si occupa della sopravvivenza umana), si terrà dal 1° marzo al 1° settembre, e avrà come tema centrale la frattura inarrestabile tra uomo e ambiente.

I cambiamenti climatici sono una realtà palpabile sulla nostra pelle: ondate improvvise di calore e piogge di forte intensità sono ormai all’ordine del giorno. Tutti noi sappiamo quali sono le possibili conseguenze, eppure nessuno, o quasi, sembra preoccuparsene. Giusto per fare qualche esempio, acqua e cibo diventeranno un privilegio per pochi e migliaia di persone saranno costrette ad emigrare nei radi luoghi rimasti vivibili sul pianeta. Tutto ciò sembra essere lontano anni luce da noi, ma il Global Warming è reale e il punto di non ritorno è più vicino di quello che si possa pensare: un ghiaccio che si scioglie oggi a migliaia di chilometri di distanza da dove abitiamo può non fare paura, anche se dovrebbe. Si stima che nel giro di pochi anni non potremmo fare più nulla per arrestare l’effetto serra e le sue pericolose conseguenze, infatti se fino a qualche anno fa diversi scienziati avevano fissato il punto di non ritorno al 2100, oggi la previsione è stata rivalutata al 2035, ovvero fra soli 15 anni.

Il tema dei cambiamenti climatici è sentito particolarmente dalle giovani generazioni, evidentemente preoccupate del loro futuro ormai incerto, che a voce sempre più alta chiedono che sia affrontata la questione. Gli organizzatori dell’esposizione hanno dedicato una giornata proprio a loro, ovvero il 15 marzo, dove gli studenti sono invitati a trasferire la protesta proprio alla Triennale di Milano, contemporaneamente alle proteste che sono tenute in tutta Europa per la difesa dell’ambiente.

La Triennale torna ad essere un luogo in cui si affrontano i temi del futuro – ha spiegato Boeri – come è stato nella sua tradizione a partire dal 1947, momento importantissimo per il dibattito sulla ricostruzione del paese dopo la guerra. La cultura del progetto ha un ruolo importante nell’affrontare i grandi temi, e grazie all’allestimento di Paola Antonelli lo fa non solo con il design e l’architettura, ma anche con gli aspetti della tecnologia, della scienza e dell’arte”.

Guidata per la prima volta dal presidente Stefano Boeri e curata dalla Direttrice del Dipartimento di Ricerca e Sviluppo del Moma di NewYork Paola Antonelli, la mostra è stata inaugurata ufficialmente il 28 febbraio scorso e sarà aperta al pubblico per sei mesi. Partner di questa collaborazione è Eni, che si impegna a fare un uso di energia sempre più sostenibile. La mostra tematica conta ben ventidue partecipazioni nazionali, inoltre ospita l’installazione di The Great Animal Orchestra e la mostra speciale La Nazione delle piante curata da Stefano Mancuso.