Crisi venezuelana: all’ONU Russia e USA non trovano l’intesa

ROMA, 28 FEB – Il Venezuela di Nicolàs Maduro attraversa dal 2013 una forte crisi economica, finanziaria e umanitaria che vede tra le principali conseguenze disordini politici e una grave carenza di beni alimentari, medicinali e servizi di base.
Nella ultime ore gli Stati Uniti hanno proposto all’ONU una nuova risoluzione per le difficoltà del Paese da sottoporre al Consiglio di Sicurezza.
Nella bozza statunitense si chiede il “pacifico ripristino della democrazia”, “elezioni libere, giuste e credibili” e il permesso di consegnare gli aiuti umanitari, con l’urgenza di “prevenire un ulteriore deterioramento della situazione in Venezuela”. Tale bozza dovrà essere sottoposta al giudizio della Russia, membro permanente del Consiglio di Sicurezza, la quale dopo alcune ore ha presentato un’ulteriore proposta in totale disaccordo con quella statunitense.
Questa, infatti, non prevede interventi esterni ma, al contrario, auspica che la soluzione della crisi parta dal Venezuela stesso, con l’aiuto del Meccanismo di Montevideo, una proposta di Messico e Uruguay “al fine di contribuire allo sviluppo di un dialogo aperto e senza opposizioni”.
Il ministro degli Esteri russo Lavrov, in seguito ad una serie di colloqui con i ministri di India e Cina, si impegna a garantire la soluzione dei contrasti attraverso la diplomazia, giudicando inammissibili le minacce di un intervento militare nel Paese.
Infine, alla richiesta da parte degli USA di inviare aiuti umanitari, la Russia ha risposto che le decisioni dovrebbero essere prese in accordo con Caracas.
Al di là delle divergenze tra le due risoluzioni, la situazione precaria necessita di un provvedimento immediato.  Segno inconfutabile della rapida avanzata della crisi economica è stata infatti, nello scorso 27 febbraio, la decisione del governo di ritirare 8 tonnellate d’oro dal caveau della Banca Centrale. Al momento il Paese possiede circa 140 tonnellate di riserva, la quantità d’oro più bassa degli ultimi settantacinque anni.
Entrambe le bozze dovranno essere sottoposte nei prossimi giorni al voto del Consiglio di Sicurezza.