Reddito di cittadinanza: parte il conto alla rovescia

Siamo ormai agli sgoccioli: mancano solo sette giorni al debutto del reddito di cittadinanza. A partire dal 6 marzo, e fino al 31 marzo, tutti i potenziali beneficiari potranno fare richiesta alle Poste, ai Caf oppure tramite l’apposito portale www.redditodicittadinanza.gov.it. L’Inps assicura che già dal 15 aprile trasmetterà alle Poste il flusso degli ordinativi di accreditamento sulle card. Restano però da districare alcuni nodi, come quello dei navigator e della convenzione con i Caf.

Il sussidio, per i beneficiari, inizierà ad essere erogato a partire da aprile. Entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta del rdc, le informazioni contenute nella domanda vengono trasmesse all’Inps. L’Istituto, entro i successivi cinque giorni, verifica il possesso dei requisiti. In caso di esito positivo, riconosce il beneficio che sarà erogato attraverso un’apposita card rilasciata da Poste Italiane.

Una famiglia composta da 2 adulti, un figlio maggiorenne e un figlio minorenne potrà ricevere fino a 1280 euro al mese, di cui 280 euro per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo). Una famiglia con 2 adulti e 2 figli minorenni potrà avere fino a 1180 euro al mese, di cui 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo). Un single, invece, può incassare fino a 500 euro di integrazione al reddito più 280 euro se è in affitto.

Con la card, oltre all’acquisto di beni e servizi di base, si potrà prelevare contante per un massimo di 100 euro al mese per le famiglie composte da un singolo individuo (importo incrementato in base al numero dei componenti del nucleo) ed effettuare un bonifico per pagare l’affitto o il mutuo. La card non potrà essere usata per i giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità. Inoltre, l’importo non speso o non prelevato sarà sottratto nella mensilità successiva.

Il beneficio viene erogato per un periodo massimo di 18 mesi continuativi. E’ previsto un rinnovo, previa sospensione di un mese. Per ottenere il rdc bisogna essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e aver risieduto in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa; avere un Isee inferiore a 9.360 euro; un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30mila euro e un patrimonio finanziario non superiore a 10mila euro (ridotto a 8mila per la coppia, 6mila per i single), incrementato  di 5mila euro per ogni componente con disabilità e mille euro per ogni figlio successivo al secondo.

Uno dei nodi da sciogliere è quello relativo ai navigator, i tutor incaricati di seguire i beneficiari del sussidio nella ricerca di un’occupazione, che dovrebbero essere assunti da Anpal Servizi con contratti di collaborazione coordinata e continuativa in prospettiva di una stabilizzazione. Per assumere 6mila persone a livello nazionale serve un’intesa con le Regioni, che però non è stata ancora trovata. Un altro problema è rappresentato dalla questione della convenzione con i Caf. Ad oggi questa non è stata ancora sottoscritta tra gli stessi centri e l’Inps. Dal 6 marzo, quindi, i potenziali beneficiari rischiano di non poter contare sull’aiuto dei centri di assistenza fiscale.

A seguito degli emendamenti approvati ieri dall’aula del Senato, sono diverse le novità introdotte. I percettori del reddito di cittadinanza dovranno svolgere lavori socialmente utili per un minimo di 8 ore a un massimo di 16 ore settimanali. Saranno, inoltre, obbligati ad accettare il lavoro solo se la retribuzione sarà superiore a 858 euro.