‘Un litro di acqua pagato più di un litro di latte’: i pastori sardi minacciano di bloccare i seggi se non si arriva a una soluzione.

Non si ferma la protesta dei pastori sardi, indignati per le pessime condizioni economiche costretti ad accettare: un litro di latte prodotto pagato meno di 60 centesimi dagli industriali, meno di una bottiglietta di acqua minerale.
Quella di questi giorni appare come una classica protesta stile gilet-gialli francesi. Ma al posto di vetri spaccati, auto incendiate e scontri violenti con le forze dell’ordine, i pastori sardi riversano sulle strade litri e litri di latte, perché ‘di questo latte pagato meno di 60 centesimi conviene disfarsene’, gridano le migliaia di manifestanti.
Oggi la protesta è arrivata sino a Porto Torres, dove un centinaio di contestatori hanno fermato tir frigo diretti a Genova.
E’ di ieri invece l’ultimatum dei pastori, che minacciano di bloccare i seggi elettorali regionali se non riceveranno una soluzione nel giro di pochi giorni.
Il premier Conte ha manifestato solidarietà nei confronti dei contestatori e sarà a Cagliari lunedì pomeriggio insieme al ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, il quale ha annunciato l’apertura di un Tavolo di filiera a livello nazionale sul Pecorino.
Anche Salvini appoggia la protesta dei pastori ma si rivolge loro invitandoli a non eccedere, a non passare dalla parte del torto perché ‘non è con la violenza che si risolvono i problemi’.
Anche gli studenti solidarizzano con i pastori sardi. Questa mattina a Oristano, nella centrale Piazza Roma, un gruppo di giovani dell’Istituto Agrario si è unito agli allevatori compiendo il gesto simbolo della protesta, il versamento dei bidoni del latte per terra.
Sembrerebbe quindi che la protesta stia avendo risonanza a livello nazionale, ma questo non basta. Le azioni e le proteste dei pastori si protrarranno fino a che non si giungerà ad un accordo.