Bambino assassinato a Napoli: “Aveva rotto la sponda del lettino”, afferma il compagno della madre

Succede a Cardito, Napoli.
“Avevano rotto, giocando, la sponda del lettino appena comprato”.
Tenta di giustificarsi così l’omicida Tony Essoubti Badre, dopo un lungo interrogatorio. L’uomo picchia Giuseppe, il figlio della compagna di 7 anni, fino ad ucciderlo e ferisce gravemente la sorellina maggiore, di 8 anni.
“Avevamo fatto dei sacrifici per comprarlo”, aggiunge l’uccisore, tentando di trovare una giustificazione, a detta sua, valida.
Gli investigatori continuano a lavorare per definire meglio l’episodio. Importante è stata la testimonianza della bambina, ma ancora non è chiaro che ruolo abbia avuto la madre dei piccoli e compagna dell’omicida nell’accaduto.
Diversamente da ciò che è stato rivelato, l’uomo non avrebbe picchiato i figli con il manico di una scopa, ma a suon di calci e pugni. La scopa sarebbe stata rotta unicamente per rabbia e non per ferire i bambini.
Omicidio volontario aggravato e tentato omicidio aggravato. Questa è l’accusa mossa dalla procura di Napoli Nord verso l’assassino.
“Proclamerò il lutto cittadino nel giorno dei funerali” -dichiara Giuseppe Cirillo, sindaco di Cardito- “e tutta la comunità di Cardito sarà la famiglia dei due fratellini della vittima”.