Barcone a largo della Libia in avaria. Persone nel panico. I soccorsi dopo 10 ore

Un centinaio di persone alla deriva su un’imbarcazione nel Mediterraneo, segnalata da un tweet di Alarm Phone, il sistema di allerta telefonico utilizzato per segnalare imbarcazioni in difficoltà. Inizialmente il natante non aveva chiesto aiuto, ma successivamente avrebbe cominciato ad imbarcare acqua. A bordo ci sarebbe stato anche un bambino ‘ privo di conoscenza o morto’. Tramite una serie di messaggi l’organizzazione spiegava di aver contattato le autorità italiane e maltesi, le quali le hanno riferito di informare le autorità libiche, ma fino ad ora non si è riscontrata alcuna risposta da Tripoli. L’organizzazione, con un ulteriore tweet ha parlato di ‘inutili giochi politici ‘ a causa dei quali la gente è lasciata morire e sollecita le autorità a decidere chi sia responsabile e a coordinare le operazioni di soccorso e di ricerca.

Ore e ore di angoscia che sono terminate con l’invio dei soccorsi da parte delle autorità libiche : in serata un mercantile, dirottato sul posto dalla guardia costiera libica, ha raggiunto la carretta e salvato i migranti. La nave ora è diretta al porto di Misurata.Nei giorni scorsi ci sono stati altri due naufragi : uno tra la Spagna e il Marocco, l’altro a largo della Libia, tra venerdì e sabato, nei quali, secondo quanto riferito dai superstiti, sarebbero morte 117 persone. ‘Il Mediterraneo deve essere un mare di pace, non una fossa comune’, in tal modo si sarebbe espressa il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, durante la sua visita a Palermo.Ma il ministro dell’Interno Matteo Salvini conferma la linea dura. “Io non sono stato, non sono e non sarò mai complice dei trafficanti di esseri umani, che con i loro guadagni investono in armi e droga – si legge in un post su Twitter – e delle Ong che non rispettano regole e ordini”.