Intervista all’onorevole Antonio Proietti consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale, Lega – Salvini Premier

1) La Lega oggi è un progetto politico a livello nazionale, dove si avvicinano molti militanti e molti amministratori locali, con il pericolo di ricevere anche personaggi che rischiano di non fare bene al Partito. Nel mezzogiorno come lavorerete per arginare queste difficoltà?

Finalmente c’è un progetto politico a livello nazionale che rappresenta le istanze della destra italiana, da troppo tempo siamo abituati a contenitori di entità locali gestiti a conduzione familiare dove la dialettica e il dibattito erano circoscritti ad una visione di allineamento , in poche parole o con noi o contro di noi. Un piccolo progetto politico può avere pochi problemi e scarse ambizioni, un grosso progetto politico grandi problemi e grosse ambizioni, questa è una fase molto delicata per il partito proprio nell’attenzione che deve essere mostrata nel costituire una classe dirigente, la ricetta ci viene data dai vertici : massima attenzione nella gestione dei territori non permettere un ingresso incondizionato a chiunque , in poche parole un giusto check -up di ingresso , dopotutto è quello che mi ha permesso di essere accettato insieme a tanti altri amici. La perfezione non esiste e non mancheranno le delusioni ma se lo spirito verrà portato avanti con serietà e diligenza argineremo anche eventuali avventori.

2) Nella primavera prossima si voterà per le elezioni europee, nel vostro partito è presente un forte sentimento euroscettico. con chi vi schiererete a Bruxelles?

Non vi è dubbio che l’Europa si trova ad un bivio, le prossime elezioni potrebbero sconvolgere uno status che da decenni si alterna nella gestione politico economica della stessa, tra socialisti e popolari, la ricetta non ha funzionato nuove identità hanno preso corpo , la naturale collocazione è con quelle forze che si riconoscono in una chiara identità sovranista , gli equilibri cambieranno e non si esclude una vicinanza con aree del Partito Popolare non distanti da noi come la posizione del presidente Orban. Le Preoccupazioni di Moscovici e Juncker per citarne alcuni ne sono un esempio, tutti ci rendiamo conto che la situazione economica del nostro paese non è semplice, il governo Lega-Cinquestelle sta portando avanti una ricetta completamente diversa da quelle attuate fin d’ora e che non hanno portato risultati positivi sia in termini di debito che di investimenti ed in particolare hanno impoverito milioni di Italiani. Ci tengo in ogni caso a sottolineare che non siamo per l’uscita dall’Europa ma per un’Europa sicuramente diversa da questa , lontana dai burocrati, un’Europa che salvaguardi i popoli e le loro tradizioni contraria ad un’immigrazione incontrollata e non xenofoba e razzista come si vuole far apparire da quelle stesse forze e uomini che hanno capito che il loro tempo sta per scadere.

3) Matteo Salvini è approdato in Città Metropolitana e anche in Campidoglio, ma restate all’opposizione della giunta grillina. Un Sindaco leghista potrebbe essere un’alternativa alla Sindaca Virginia Raggi?

Per la prima volta la Lega entra in Campidoglio e in Città Metropolitana , questo è un punto di partenza e non di arrivo, è il modo per dimostrare che ci siamo che la comunità romana e dell’area vasta è presente e che quotidianamente sui territori fa valere le ragioni non dell’opportunismo ma delle esigenze delle comunità. All’opposizione della Raggi questa è la collocazione indicata dagli elettori, vigili e pronti a scendere in campo convinti che sia arrivato il tempo di trascinare il centro destra alla vittoria a trazione Leghista. Certo una considerazione molto veloce sul governo di Roma bisogna farla, una città depredata nel tempo, i responsabili sono quella classe dirigente che l’ha governata negli ultimi decenni, i Romani si aspettavano dalla Raggi un cambio di marcia auspicato e mai arrivato. In ogni caso sono abituato alle conclusioni al termine del percorso legislativo e in attesa sono convinto che saremo pronti per l’appuntamento elettorale per dare alla città eterna finalmente la visibilità e soprattutto la vivibilità che merita.

4) Onorevole lei milita in un partito come la Lega, dove il vostro leader parla direttamente agli elettori e non solo agli addetti ai lavori una pratica comune ai Partiti “populisti”. cosa ne pensa del tipo di elezione di “secondo grado” della Città Metropolitana di Roma Capitale, con questo metodo non si rischia di allontanare ancora di più i cittadini dalla politica?

Anche qui direi finalmente si parla agli elettori, al popolo, era una pratica ormai dimenticata e per me rappresenta il fondamento, è l’elettore che giudica, è lui che vota, è a lui che dobbiamo rendere conto, dobbiamo essere guida senza mai perdere la capacità dell’ascolto.
Per quanto riguarda la città metropolitana inizio con una domanda a completamento: cosa sarebbe oggi la città metropolitana con l’elezione diretta? la stessa identica cosa! Oggi in molti si affannano a far diventare l’elezione di secondo livello della città metropolitana quel campo di battaglia su cui fondare le ragioni di un’ esile esistenza, penso che il problema sia molto più ampio e concreto, il mancato funzionamento dell’ente dipende da un aborto della riforma Del Rio che non definisce in maniera chiara le funzioni, le competenze, il tutto accompagnato da una insufficienza delle risorse messe in campo, ad esempio prendiamo l’edilizia scolastica: la città metropolitana gestisce 340 istituti, nei prossimi tre anni ha a disposizione 27 milioni di euro a fronte di una necessità documentata dagli uffici di 800 milioni, vogliamo dire che il problema è il tipo di elezione?! Aggiungiamo anche che le ultime elezioni non hanno definito una netta maggioranza di una delle forze in campo e come sempre e a qualsiasi livello questo porta a difficoltà e rallentamenti amministrativi. In ogni caso sono sempre per dare la parola al popolo anche se oggi ribadisco per il bene del popolo stesso l’elezione diretta non è una priorità.

5) Lei è Sindaco di Roiate un piccolo Paese della Provincia di Roma, cosa dovrà fare questo Governo per sostenere le amministrazioni locali e le piccole comunità montane, che spesso vengono abbandonate?

In questi ultimi anni c’è stata una sorda azione contro le piccole realtà, a nome del risparmio dell’ottimizzazione delle risorse si è isolata completamente una parte importante della nostra Italia, tutte quelle realtà che rappresentano la tradizione; gli usi e i costumi della nostra gloriosa storia sono il capitale umano e storico dell’intera nazione, va invertita completamente la tendenza bisogna ridare fiato alle piccole comunità. Amo sempre fare degli esempi pratici che spero chiariscano la mia posizione in merito: una bella domenica mattina una famiglia romana decide di passare una giornata rilassante in provincia per visitare uno dei centinaia di borghi della regione, vanno alla ricerca di spazi verdi incontaminati, di sentieri naturalistici, di risorse architettoniche nascoste e piatti tipici della tradizione enogastronomica, tutto quello che la grande città e la sua frenesia non può offrire, tornati a casa esausti ma felici portano dietro un bagaglio di conoscenze che diffonderanno ad amici e parenti. Allo stesso tempo quel piccolo borgo che è stato visitato si avvia ad affrontare con mille difficoltà la nuova settimana, i suoi abitanti lottano per la loro sopravvivenza e soprattutto per far sopravvivere le tradizioni, dimenticati da tutti e in attesa della domenica successiva si chiedono il perché il loro territorio non garantisca un’adeguata assistenza ospedaliera, perché la viabilità sia più trascurata delle altre, perché non ci sia una politica per migliorare la scolarizzazione e la sistemazione degli edifici scolastici, perché non si possa avere un servizio di trasporto pubblico più efficiente e tanti altri esempi. Si rischia che da domenica a domenica questo piccolo borgo sparisca e con esso le sue tradizioni, amplifichiamo questo esempio a tutta la nazione rappresentata da migliaia di piccoli borghi e ci accorgiamo che se non si inverte la tendenza non ci dovremmo preoccupare che sparisca l’Europa ma la vera identità di questo popolo.