Svizzera, il cantone San Gallo approva il divieto per il burqa

Al referendum, che vieta l’utilizzo del velo islamico negli spazi pubblici, il 67% della popolazione del cantone svizzero di San Gallo ha votato ha favore del divieto. La legge era stata approvata nel 2017 col sostegno della destra populista. Quest’ultima prevede multe molto salate per chi le trasgredisce. Nel 2016 è stato il Ticino il primo cantone della Svizzera a proibire il burqa nei luoghi pubblici. Il testo della legge approvata dal cantone San Gallo cita ” qualsiasi persona che si renda irriconoscibile coprendosi il volto in uno spazio pubblico, e quindi metta in pericolo la sicurezza pubblica, la pace sociale e religiosa, sarà multata”.

L’anno scorso il governo svizzero si era opposto alla possibilità di creare un divieto nazionale del velo, rimandando l’esito alle singole regioni. Il partito populista però contrariato dalle scelte del governo ha raccolto 100mila firme quelle necessarie a indire un referendum, quindi nel 2019, il popolo svizzero sarà nuovamente messo sul banco di prova per esprimersi in merito alla questione.

Gli elettori oggi sono stati anche chiamati alle urne per esprimersi su due proposte volte a tutelare gli agricoltori svizzeri ed ad assicurare la qualità del cibo dei produttori stranieri e nazionali. Entrambe le proposte sono state ampiamente respinte. Gli elettori si sono schierati a favore di una terza possibilità  che chiede al governo svizzero di fare di più per ampliare la qualità delle piste ciclabili assieme ad altre infrastrutture. Il 62% dei votanti ha respinto la proposta “Per alimenti equi”e il 70% ha respinto la proposta separata, tuttavia in qualche modo simile, “Per la sovranità alimentare”, che mirava a sostenere i salari degli agricoltori e garantire che il cibo fosse importato nella maniera più giusta da far si che rispetti gli standard svizzeri. Il popolo ha invece dato sostegno  con il 72% dei voti a favore di un ampliamento delle piste ciclabili del paese.