Reddito di cittadinanza o di nazionalità?

Dopo le numerose promesse dell’ormai lontana campagna elettorale a Cinque stelle, si riapre la questione “reddito di cittadinanza”. È scontro tra Giovanni Tria, Ministro dell’Economia, e i vice Premier Salvini – Di Maio. Scontro che sorge nel chiedersi chi ha effettivamente diritto a ricevere questo, ancora ipotetico, sussidio.

Tria parla della platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza includendo tutti i cittadini compresi quelli stranieri. Mentre i vice evidenziano, al contrario, la volontà di escludere i ‘non italiani’ dalla possibilità di riceverlo. Scelta, quest’ultima, che molto probabilmente risulterebbe incostituzionale e contraria ad ogni forma di diritto internazionale.

Come nasce l’idea del reddito di cittadinanza? La proposta del M5s, anche se con l’appellativo “di cittadinanza”, risulterebbe ad un’analisi più accurata un “reddito minimo garantito” dato che il primo, come spiega il belga Philippe Van Parijs, uno dei suoi maggiori proponenti, è definito come “un reddito pagato da una comunità politica a tutti i suoi membri su base individuale, indipendentemente la condizione economica, patrimoniale o lavorativa”. Quella dei Cinque Stelle invece è una proposta ben diversa: uno strumento di sostegno alle persone che riversano i condizioni di bisogno.

Durante la seduta del 20 settembre 2018 il Ministro Tria, rispondendo ad una domanda sollevata proprio sull’inclusione, riporta il disegno di legge del 2013 avanzato dal M5s nella vecchia legislatura: “Hanno diritto al reddito di cittadinanza i soggetti che risiedono nel territorio nazionale. I soggetti in possesso della cittadinanza italiana o di Paesi facenti parte dell’Unione Europea e i soggetti provenienti da Paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale”. Di quest’ultima categoria fanno parte Paesi quali Argentina, Brasile, Serbia, Turchia, Bosnia ed Erzegovina, Tunisia, Macedonia.  Sulla base di quanto fino ad ora riportato, la decisione di Salvini- Di Maio risulterebbe di impossibile realizzazione per molti elementi: violerebbe gli articoli 10 e 117 della Costituzione italiana, violerebbe il diritto di discriminazione in base alla nazionalità  e riserverebbe trattamenti diversi in base ad essa.

Salvini  e Di Maio non sembrano preoccuparsi della delicata situazione che si propone, dichiarando negli ultimi giorni soltanto:

“Sono sicuro che gli amici Cinque stelle stanno studiando una formula intelligente per il reddito di cittadinanza  limitato agli italiani”

Matteo Salvini

 

“E’ logico che la devi restringere agli italiani”

Luigi Di Maio

Al contrario, è forte la consapevolezza del Ministro Tria circa l’impossibilità di violare la Costituzione e la normativa Europea sulla questione discriminatoria, come ha già dichiarato negli ultimi giorni e particolarmente il 20 settembre in seduta al Senato della Repubblica.