Giochi del Mediterraneo, vince l’Italia che non ha paura

Libania Grenot (34 anni). Raphaela Lukudo (23 anni), Ayomide Folorunso (21 anni), Maria Benedicta Chigbolu (28 anni), rispettivamente di origine cubana, sudanese e nigeriana, sono le protagoniste italiane della staffetta 4×400 dell’ultima giornata dei Giochi del Mediterraneo. La manifestazione sportiva multidisciplinare  nella quale gareggiano paesi che affacciano per l’appunto sul Mar Mediterraneo si è svolta per la sua XVIII edizione  nella città di Tarragona, in Spagna. Non è nuovo agli esperti in materia il nome delle giovani atlete. Libania, sin da giovane in campo per Cuba, riprendeva nel 2007 l’attività in Italia per qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Oltre a essere le vere star in pista, negli ultimi due giorni le azzurre hanno sconvolto anche il web: migliaia i tweet a loro dedicati, anche da parte di alcuni noti volti della politica italiana. Per primo Roberto Saviano, con una frecciatina alla Lega per l’ultimo incontro svolto a Pontida, avrebbe così commentato la vittoria : “I loro sorrisi sono la risposta all’Italia razzista di Pontida. L’Italia multiculturale nata dal sogno repubblicano non verrà fermata”. Non manca il contributo del PD,a cui si deve l’ironico l’hashtag #primaleitaliane a ripresa dello slogan elettorale leghista “Prima gli Italiani”. Con un pizzico di risentimento risponde il ministro degli Interni Matteo Salvini, pubblicando un post su Facebook: “Bravissime, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle. Come tutti hanno capito (tranne qualche “benpensante” e rosicone di sinistra), il problema è la presenza di centinaia di migliaia di immigrati clandestini che non scappano dalla guerra e la guerra ce la portano in casa, non certo ragazze e ragazzi che, a prescindere dal colore della pelle, contribuiscono a far crescere il nostro Paese. Applausi ragazze!!!“.
Un momento di entusiasmo che tocca i vertici di una classe politica instabile e pronta allo scontro. Così, mentre i capricci in giacca e cravatta si riservano qualche angolo di scena, a rivendicare il proprio valore ci pensa la bellezza dello sport, che non conosce differenze, ma solo passione.