Giovani e chirurgia estetica, l’importanza di accettare se stessi

Non si arresta la corsa sfrenata verso la perfezione: dopo aver contribuito alla distorsione del mondo adulto, la chirurgia stravolge anche quello adolescenziale dei giovani d’oggi. Il ritocco estetico diviene un dovere morale senza età, il cui obiettivo non è che un adattamento sociale mediato da un’immagine idealizzata. La moda che sembrava preclusa alle star televisive, dalla doverosa esposizione al pubblico, non sembra più così lontana dai nuovi maggiorenni. Seno, labbra, naso, glutei e addome, sono le parole chiave di questa realtà malleabile e sostituibile.
Ma perchè un volto levigato giovanile e un lato B meno prosperoso dovrebbero essere sottoposti a chirurgia?
Dispercezione, o immagine distorta di se stessi: “Ci sono giovani che si guardano allo specchio e vedono una figura diversa da quella reale– spiega il presidente Aupi durante il convegno tenuto a Roma, martedì 26 giugno- enfatizzando ogni minima imperfezione. Con un gioco di parole possiamo dire che i ragazzi non si vedono come sono, ma sono come immaginano di essere”. Un’immaginazione stimolata dall’esterno che induce ad acquisire le forme, l’aspetto e le sembianze più opportune. Nell’era dei social network, dominata dall’inedito ruolo di influencer, forgiata su un’economia di sponsor fotografici e popolata da ragazzi e ragazze di giovane età, la bellezza esteriore vince senza competitor la medaglia d’oro per priorità e rilevanza.
Una frequente ed intensa carenza di autostima si pone dietro le quinte della chirurgia, imponendo, per vie traverse, al soggetto interessato la ricerca di una soluzione immediata.
Un problema complesso che rimanda ad almeno tre fattori: i genitori, la scuola ed il gruppo di amici.
Con la modernizzazione generalizzata del nucleo familiare e della relazione interpersonale genitore-figlio, la rigidità ed il distacco a fini didattici risultano neutralizzati: assecondare le esigenze dei figli con eccesso è il principio errato di elemosina di ascolto e condivisione. Nel tentativo di varcare serenamente la soglia della piena età adolescenziale, i recenti studi di psicologia hanno dimostrato quanto e come prevalga la tendenza genitoriale a dire senza esitazione: “sì”, ebbene anche al bisturi.
Al permesso si affianca il consenso, che i giovani ricercano nelle realtà circostanti di tutti i giorni. Se il mondo è bello perchè vario, oggi non esiste diversità che non venga esorcizzata. Il terrore dell’altro, così come a livello etico e culturale, annulla la possibilità di sentirsi a proprio agio in vesti che siano alternative a quelle più in voga. Così la crescita subisce il turbamento di un’asfissiante insoddisfazione e l’apparenza, scambiata per benessere, nasconde nelle proprie membra disagi assai più ampi di un naso un po’ ricurvo.